Argonauti



				

				

Eroi greci che circa una generazione prima della guerra troiana rapirono il Vello d'oro che aveva trasportato Frisso nella Colchide, e che era custodito da un drago, a cura di Eete re della Colchide. Pelia, che aveva usurpato il trono di Jolco al fratello Esone, per allonatanare il figlio di costui, Giasone, gli ordinò di conquistare il Vello d'oro. Giasone acconsentì e con alcuni suoi amici, tra cui Orfeo, Anfiarao, Zete, Calai, Castore, Polluce, Eracle, Tideo, salito sulla nave Argo si diresse verso la Colchide, dove giunse dopo varie peripezie. Giasone domandò ad Eete il vello d'oro, e il re promise di darglielo se con due buoi che sbuffavano fuoco dalle narici avesse arato un tratto di terreno e vi avesse seminato poi denti di drago. Figlia di Eete era la maga Medea, che innamorata di Giasone, gli diede un farmaco che lo difese contro il fuoco dei buoi e gli infuse una gran forza, in modo che egli potè compiere il duro lavoro. E allorchè dai denti di drago nacquero e balzarono fuori uomini armati, Giasone, istruito da Medea, gettò tra loro una pietra, per cui essi si uccisero l'un l'altro. Eete, dopo ciò, si rifiutò di dare il vello d'oro, ma Medea e Giasone, nottetempo, addormentato il drago, rapirono il vello d'oro e si diedero alla fuga con gli altri Argonauti, invano inseguiti dalle truppe di Eete.


Indice

[modifica] Elenco degli Argonauti

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti antiche

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[modifica] Fonti moderne

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[modifica] Museo

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