Ninfe

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John William Waterhouse, Ila e le ninfe
John William Waterhouse, Ila e le ninfe

Divinità femminili minori, legate agli elementi della natura. Già in Omero (Odissea, Libro VI, 108 ss. e Odissea, Libro XIII, 356) si assiste ad una loro prima specializzazione in ninfe delle acque sorgive, del mare, dei boschi e dei monti.
Nella mitologia greca il numero delle categorie di ninfe, dedicate a singoli contesti fisici o geografici, era enorme; ne ricordo solo alcuni nomi: quelle celesti o Uranie; quelle terrestri che si dividono in Oreadi ed Orestiadi (o Orodemniadi), delle montagne; Napee, delle valli; Limoniadi, delle radure e dei prati; Alseidi, Driadi e Amadriadi, dei boschi e degli alberi; Meliadi, dei frassini, Agrostine, dei campi, Querquetulane, delle querce . Le ninfe acquatiche si dividono invece in Oceanine e Nereidi, del mare; Naiadi, dei fiumi, a loro volta divise in Crenee e Pegee, delle sorgenti, insieme alle Potameidi, quelle dei fiumi propriamente detti; Limniadi, dei laghi; Avernali, delle acque infernali. Inoltre esistevano delle sottospecie legate a singoli siti geografici, come le Dodonidi o le Citeronidi. Le ninfe si uniscono spesso a uomini mortali, e i semidei che da loro nascono solitamente diventano grandi guerrieri: in qualche raro caso generano invece creature mostruose, come Gerione figlio di Crisaore e dell'oceanina Calliroe. Sono tutte creature immortali, tranne le Amadriadi, le Querquetulane, le Meliadi, che muoiono insieme alle piante cui appartengono, le Agrostine, e alcune tra le Naiadi. Secondo Igino, era mortale anche Calipso, la ninfa figlia di Atlante, che si sarebbe suicidata dopo che Odisseo lasciò Ogigia, l'isola in cui ella viveva; ma per tutti gli altri autori la ninfa aveva vita eterna e si prese cura dei figli generati con Odisseo, ovvero Ausonio, Nausinoo e Nausitoo.

Indice

[modifica] Iconografia

Fisicamente, nell'iconografia non hanno particolari caratteristiche che le distinguano le une dalle altre; nell'epoca arcaica sono figure femminili panneggiate in lunghe vesti; nel tempo scoprono via via sempre più il torso. Fa tuttavia eccezione a questa iconografia alquanto piatta una serie di vasi in cui il nome Nymphai viene attribuito a delle orride megere dai caratteri negroidi; sembra che ciò sia riferibile ad una tradizione parallela e forse più antica di quella riportata da Omero, secondo la quale le Ninfe sarebbero state sorelle dei Satiri e dei Cabiri.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti antiche

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[modifica] Museo