Adone



				

				
SCHEDA
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Popolo/Regione: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: -
Specificità: -
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Benevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: Amori, Bellezza, Kalokagathia, Stagioni

Figlio di Teia o di Cinira e di Mirra o Smirna. Giovane bellissimo di cui si innamorò Afrodite, ma che morì giovanissimo, ucciso da un cinghiale durante la caccia. Poi per decreto di Zeus fu destinato a passare una parte dell'anno tra i morti e l'altra tra i vivi. Il mito è di origine siriana, a cui fa allusione già Esiodo, e simboleggia, come nel mito di Persefone, la natura fiorente spenta dall' inverno (il cinghiale) e ridestantesi in primavera.
La forma più generalmente ammessa del mito è la seguente: il re di Siria, Teia, aveva una figlia, Mirra, o Smirna, che la collera di Afrodite spinse a desiderare un incesto col padre. Con l'aiuto della nutrice Ippolita, arrivò a ingannare Teia, e s'unì con lui per dodici notti. Ma, la dodicesima notte, Teia s'accorse dell'inganno della figlia e la inseguì armato di coltello per ucciderla. Mirra, in questa situazione pericolosa, si mise sotto la protezione degli dei, che la trasformarono in un albero della mirra. Dieci mesi dopo, la corteccia dell'albero si sollevò, si spaccò, e ne uscì un bambino, che ricevette il nome di Adone. Afrodite, commossa dalIa bellezza del neonato, lo raccolse e lo affidò segretamente a Persefone, perché lo allevasse.
Ma quest'ultima, a sua volta, s'invaghì del bel bambino, e non volle restituirlo ad Afrodite. Questo contrasto fra le dee ebbe per arbitro Zeus, altri dicono la musa Calliope in nome di Zeus, e fu deciso che Adone avrebbe vissuto un terzo dell'anno con Afrodite, un terzo con Persefone e un terzo dove voleva lui. Ma Adone passò sempre due terzi dell'anno con Afrodite, e uno solo con Persefone. Più tardi, la collera di Artemide (non si sa precisamente per quali ragioni) incitò contro di lui un cinghiale che, nel corso d'una caccia, lo ferì mortalmente.
Questo primo abbozzo del mito, in cui si riconosce il simbolo del mistero della vegetazione in questo fanciullo nato da un albero che passa un terzo dell'anno sotto terra e che, il resto del tempo, risale alla luce per unirsi alla dea della primavera e dell'amore, fu in seguito abbellito e completato.
Sono state offerte precisazioni sull'origine della maledizione d'Afrodite: Cecri, madre di Smirna e moglie di Cinira (al posto di Teia), aveva offeso la dea sostenendo che sua figlia era più bella di lei e, per punire questo sbaglio, la dea ispirò a Smirna un amore folle. La ragazza, nel momento in cui scoprì il carattere incestuoso della sua passione, volle all'inizio impiccarsi, ma giunse la sua nutrice, e le consigliò di soddisfare il suo amore. Una volta consumato l'incesto, la giovane si nascose, per vergogna, nella foresta; Afrodite, mossa a pietà dalla vittima, la trasformò in albero. Proprio suo padre trafisse la corteccia con la spada, mettendo così alla luce il piccolo Adone. Oppure, fu un cinghiale (prefigurante in tal modo la morte del giovane) ad aprire l'albero del neonato, vanificando le sue difese. L'immaginazione dei poeti ellenistici si compiacque nel rappresentare Adone allevato dalle ninfe e mentre cacciava o conduceva greggi in campagna e nella foresta. Quanto alla catastrofe che lo condusse a morte, si assicurava ch'essa era stata provocata non da Artemide, ma dalla gelosia di Ares, amante di Afrodite, oppure dalla vendetta d'Apollo contro Afrodite, la quale aveva accecato Erimanto, figlio del dio, perché l'aveva scorta tutta nuda mentre si bagnava.
La leggenda di Adone è situata ora a Cipro (su un monte presso Idalio), ora nel Libano. A Biblo passava un fiume, chiamato l'Adone, che ogni anno prendeva una coloritura rossa il giorno in cui si celebrava la morte d'Adone.
Parecchie leggende di fiori sono legate alla storia d'Adone: non solo l'origine mitica della mirra (le lacrime di Mirra), ma quella della rosa. All'origine, la rosa era bianca; ma, mentre Afrodite corse in aiuto del suo amico ferito, si punse il piede con una spina, e il colore del sangue tinse i fiori a lui consacrati. Il poeta idillico Bione racconta che la dea versò altrettante lacrime quante Adone gocce di sangue, e, da ogni lacrima nacque una rosa, da ogni goccia di sangue un anemone.
Afrodite istituì, in onore del suo amico, una festa funebre, che le donne siriane celebravano ogni anno a primavera. Si piantavano in vasi, casse ecc., semi che si innaffiavano d'acqua calda per farli crescere rapidamente. Queste piantagioni venivano chiamate «giardini d'Adone». Le piante così forzate morivano ben presto dopo la loro uscita dalla terra, simboleggiando la morte di Adone, e le donne emettevano lamenti rituali sulla sorte del giovane amato da Afrodite.
Le origini semitiche di questa leggenda sono evidenti; lo stesso nome del dio risale alla parole ebraica che significa «Signore». Il culto di Adone si diffuse nel mondo mediterraneo all'epoca ellenistica, e la sua leggenda figura già su specchi etruschi.

Indice

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti antiche

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[modifica] Riferimenti letterari

[modifica] La figura di Adone nella letteratura postclassica

  • Giambattista Marino, Adone, poema eroico in venti canti.

[modifica] Personaggi simili in altre mitologie

[modifica] Museo