Lidia



				

				

Secondo Erodoto, il nome "Lidia" derivava da Lido, figlio di Atis, il quale diede il nome di Lidi a una popolazione chiamata in precedenza Meoni. La Lidia ebbe contatti con alcune fra le più antiche civiltà della storia, per esempio quella degli Ittiti e dei Frigi.
Non si sa nulla di certo sui Lidi e sulla loro lingua; un tempo si dubitava che la lingua lidia fosse indoeuropea, anche se i Lidi si servivano dell'alfabeto greco, e che le forme indoeuropee nelle scarse iscrizioni rinvenute derivassero dai frequenti contatti commerciali con popolazioni di lingua indoeuropea, ovvero da conquiste militari. Attualmente si ritiene che la lingua lidia fosse indoeuropea.
Secondo la tradizione storiografica greca, riportata da Erodoto nelle sue "Storie", la Lidia sarebbe la patria di provenienza degli Etruschi durante la dinastia degli Eraclidi, e recenti studi dell'Università di Pavia sosterrebbero tale versione. Si ritiene che, in seguito ad una terribile carestia, una parte dei Lidi emigrarono in cerca di una nuova terra. Guidati dal principe Tirreno approdarono sulle coste occidentali dell'Italia, dando vita ad una nuova civiltà. I Greci chiamavano questo popolo col nome di Tirreni (da cui anche il nome del mare che essi dominarono).
Per i greci, Tantalo fu il regnante primordiale della mitica Lidia; e tramite Zeto, sposo della sua superba figlia Niobe, intrecciava affari con Tebe; e per mezzo di Pelope la discendenza di Tantalo faceva parte dei miti della fondazione della seconda dinastia di Micene.
La Lidia era anche la prima patria della doppia ascia, la labrys.

Indice

[modifica] Eracle in Lidia

Onfale, figlia del mago Iardano, regnò sulla Lidia. Eracle fu servitore della regina per un certo tempo. Le sue avventure in Lidia sono quelle di un eroe greco in un terra periferica e straniera: durante la sua permanenza, Eracle rese schiavi gli Itoni, uccise Sileo il quale costringeva i passanti a zappare la sua vigna; uccise il serpente del fiume Sangario; e catturò i bricconi scimmieschi, i Cercopi. Resoconti parlano di almeno un figlio generato da Onfale con Eracle: Diodoro Siculo e Ovidio menzionano un figlio di nome Lamos, mentre Pseudo Apollodoro fornisce il nome di Agelao, e Pausania il nome di Tirseno, figlio di Eracle avuto dalla "donna lidia". Tutti e tre gli antenati eroici indicano una dinastia lidia che si pretende discenda da Eracle. Erodoto riferisce di una dinastia eracleide di re governanti la Lidia, forse non ancora discendenti di Onfale. Egli menziona anche la leggenda ricorrente che la civiltà etrusca venisse fondata da coloni provenienti dalla lidia condotti da Tirreno, fratello di Lido. Tuttavia, Dionisio di Alicarnasso era scettico riguardo a questa storia, mettendo in rilievo che i costumi e la lingua etrusca erano noti per essere totalmente dissimili da quelli dei lidi. Più tardi anche i cronografi ignorarono l'affermazione di Erodoto sul fatto che Agrone fosse stato il primo re, ignorando anche Alceo, Belo, e Nino nell'elenco di re della Lidia.
Per Strabone Atis, padre di Lido e Tirreno, è un discendente di Eracle e Onfale. Tutti gli altri resoconti collocano Atis, Lido e Tirreno tra i re pre-eracleidi di Lidia. I depositi di oro nel fiume Pattolo, la fonte della proverbiale ricchezza di Creso (ultimo re stroico di Lidia), si diceva fossero stati lasciati là quando il leggendario re Mida di Frigia venne a lavarsi perdendo così nelle sue acque il potere del suo tocco, che trasformava in oro tutto ciò che toccava.

[modifica] I re della Lidia

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti antiche

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[modifica] Fonti moderne

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