Strabone



				

				

Nato ad Amasia, Asia minore, nel 64/63 a.C. e morto ad Amasia nel 25 d.C., apparteneva ad una famiglia di notevole ricchezza. Di formazione culturale greca, nel 44 a.C. si trasferì a Roma per studiare Geografia. In seguito viaggiò molto, visitò Creta, Corinto, e trascorse cinque anni ad Alessandria. Da questa città, lungo il Nilo, arrivò a Syene (l'attuale Assuan), raggiungendo poi i confini dell'Etiopia. Dei molti lavori che deve avere scritto ci è rimasta solo la "Geografia". Molto del materiale che vi troviamo raccolto deve essere stato attinto da fonti greche e solo in piccola parte è probabilmente frutto dell'esperienza di viaggio dello stesso Strabone.
Per quello che possiamo leggere, Strabone ha scritto un eccellente trattato sull'Europa occidentale, sull'Asia Minore e sull'Egitto. La sua descrizione dell'Inghilterra si basa soprattutto su Giulio Cesare, perché non aveva molta stima di Pitea, che fu il primo a descrivere la parte settentrionale dell'Europa. Strabone ci parla anche dell'Africa, che però situava tutta a Nord dell'Equatore, e dell'Asia che era già nota fino alle coste occidentali dell'India e Ceylon.
Sulla struttura generale del mondo (detto anche Ecumene), Strabone segue il geografo alessandrino Eratostene, secondo il quale le terre emerse si trovavano solo nell'emisfero Nord, mentre il resto della Terra era coperto da un grande Oceano. Le misure delle terre emerse sarebbero state di 7.000 miglia tra la Spagna e l'India e 3.000 lungo il meridiano di Rodi.
È molto interessante notare che Strabone parla anche di fenomeni di sollevamento delle terre e, a conferma dell'ipotesi che tutte le terre emerse una volta erano sotto il mare, portava la presenza di conchiglie marine sulle montagne. Strabone raccomandava di rappresentare la Terra come una sfera di circa tre metri di diametro; su questa sfera le terre emerse avrebbero occupato una superficie minore di un quarto di quella della sfera. Partendo da questa constatazione, Strabone affermava che le terre emerse potevano essere disegnate anche su fogli di carta piani, senza distorcere in maniera significativa la forma delle coste. In termini moderni questo significa che Strabone consigliava di disegnare delle carte geografiche adottando una scala di 1 a 4 milioni, in cui cioè un centimetro corrispondeva a 40 chilometri. Strabone conosceva bene il concetto di latitudine e di longitudine e raccomandava di utilizzare le eclissi di Luna per determinare le longitudini dei luoghi.