Minotauro



				

				

La forma più completa della leggenda del Minotauro ci è stata tramandata da Apollodoro (Biblioteca, III, 1, 3-4), ma certamente risale ad un periodo arcaico.

Indice

[modifica] La nascita

Per vendicarsi dell'affronto fattogli da Minosse che non aveva voluto sacrificargli un toro particolarmente bello, Poseidone aveva ispirato alla moglie di lui, Pasifae, una insolita ed irrefrenabile passione per il magnifico toro. Questi, peraltro, era evidentemente poco interessato alla regina, che quindi chiese aiuto al multiforme ingegno di Dedalo, che creò un simulacro di vacca così convincente che la regina, chiudendovisi dentro, potè finalmente appagare il suo desiderio. Da questo amore contro natura nacque un essere mostruoso, il Minotauro, dalla testa di toro e il corpo umano.

[modifica] Il labirinto

Il mostro, che a quanto sembra era anche antropofago, venne rinchiuso in un'apposita costruzione da cui era impossibile uscire, il Labirinto, anch'esso progettato e realizzato da Dedalo. Nel frattempo uno dei figli di Minosse, Androgeo, venne ucciso in una gara dagli Ateniesi. Il re cretese allora portò guerra ad Atene, per vendicarsi, e riuscì ad indurla alla resa; tra le condizioni previste c'era l'obbligo per gli ateniesi di spedire a Creta ogni anno sette giovani e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro.

[modifica] Teseo e la morte del Minotauro

L'ateniese Teseo, figlio del re Egeo, si offrì di porre fine alla strage annuale e, fattosi scegliere tra le vittime designate, arrivò a Creta. Qui, prima di essere gettato in pasto al mostro, riuscì a far innamorare di sé la figlia di Minosse, Arianna. Questa, con il consiglio dell'onnipresente Dedalo, gli fornì una spada ed un gomitolo di fìlo per ritrovare la strada dell'uscita; con questo aiuto l'eroe riuscì finalmente ad uccidere il mostro, abbattendolo a pugni.

[modifica] Interpretazione

Dietro questo mito, complesso ed elaborato, è possibile percepire strati più antichi, relativi ad una antecedente divinità taurina, soppiantata dagli dei olimpici. Il toro è infatti presente costantemente nei miti cretesi (ricordiamo che anche Europa, madre di Minosse era stata rapita da Zeus in forma di toro, e portata a Creta). Peraltro sussistono anche tracce di culti celesti: si ricordi che Pasifae era figlia di Elios, il sole, e che lo stesso Minotauro è anche chiamato Asterios, "lo stellato".

[modifica] Riferimenti letterari

[modifica] Il Minotauro nella letteratura postclassica

  • Dante, Commedia. Il Minotauro è posto a guardia del settimo cerchio infernale, quello in cui vengono puniti tutti i violenti (tiranni, omicidi, suicidi, scialacquatori, bestemmiatori, sodomiti, usurai). Il mostro però qui ha testa umana e corpo taurino. Simboleggia la bestialità.

[modifica] Riferimenti artistci

  • Antonio Canova, Teseo e il Minotauro, scultura marmorea.

[modifica] Riferimenti musicali

  • Ian Carr & Nucleus, Labyrinth, 1973

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti antiche

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[modifica] Fonti moderne

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[modifica] Museo