Sinone



				

				
SCHEDA
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Popolo/Regione: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: Guerrieri
Specificità: Fanti
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Malevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche:


Figlio di Esimo, nipote di Autolico e cugino di Ulisse, con il quale prese parte alla guerra di Troia e al viaggio verso Itaca.

Indice

[modifica] Sinone e il cavallo di Troia

Sinone ha un ruolo di primo piano nelle vicende che portarono alla caduta della città. L'episodio è ampiamente narrato nel secondo libro dell'Eneide. Mentre la flotta, levata l'ancora, si nascose dietro l'isola di Tenedo, Sinone, infatti, si fece appositamente prendere prigioniero da alcuni pastori troiani che lo portarono, incatenato, al cospetto del re Priamo. La folla reclamava la sua morte, ma il re decise di interrogarlo prima. Sinone allora raccontò di essere parente di Palamede, fatto condannare a morte da Ulisse, e di essere, per questo vittima della persecuzione dell'eroe, che, in combutta con Calcante, aveva sostenuto che per placare l'ira degli dèi era necessario un sacrificio umano: la vittima prescelta doveva essere per l'appunto Sinone. Questi, proseguendo il suo racconto, sostenne di essere scappato giusto in tempo per evitare la morte, nascondendosi in una palude e aspettando che la flotta achea levasse l'ancora, e di essere stato catturato in quel frangente dai Troiani.
Priamo, allora, gli chiese perché gli Achei avessero lasciato sulla riva un cavallo di legno così enorme. Sinone rispose che la statua era un'offerta a Pallade Atena in espiazione del sacrilegio commesso da Ulisse allorché sottrasse il Palladio dalla città di Troia. Ma, invece di costruire un cavallo di dimensioni ordinarie, gli Achei avevano deciso di realizzare una statua colossale che i Troiani avrebbero potuto far entrare in città solo abbattendo parte delle mura di fortificazione, dal momento che Calcante aveva profetizzato che se i Troiani avessero reso culto alla statua nella loro città, avrebbero avuto assicurata la supremazia sulla Grecia.
Con tale racconto, Sinone riuscì a convincere i Troiani a introdurre dentro le mura il famoso cavallo di legno che i Greci avevano costruito. Nonostante gli avvertimenti di Laocoonte, Sinone venne allora liberato dalle catene e, dopo aver aperto una breccia nelle mura, i Troiani trainarono il cavallo in città. Calata la notte, Sinone aprì i fianchi del cavallo e permise ai soldati nascosti di uscirne e massacrare i Troiani addormentati o indifesi, dando contemporaneamente il segnale alle navi greche accedendo un fuoco sul punto più alto della città.
Quinto Smirneo fornisce una versione leggermente diversa raccontando di come Sinone all'inizio si rifiutasse di parlare, rivelando il suo preteso segreto soltanto allorché gli furono tagliati il naso e le orecchie. In Quinto Smirneo, Sinone diventa così, invece del traditore che Virgilio presenta, l'eroe, martire per servire la patria.

[modifica] La morte

Sinone morì nel viaggio di ritorno a Itaca, nello stretto di Scilla e Cariddi.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti Antiche