Esseri Cosmofori



				

				

L'idea che la terra, originariamente fluttuante nelle acque primordiali, o nello spazio vuoto, abbia bisogno di un sostegno per trovare la sua stabilità, è largamente diffusa nelle mitologie di tutto il mondo. Il fatto poi che questo sostegno sia un essere vivente gigantesco, permette ancne ai spiegare alcune calamità naturali, attribuendoli ai movimenti di questo pilastro vivente. Esiste una certa varietà di esseri cosmofori nel mondo, tuttavia si possono riconoscere delle preferenze ricorrenti.
L'animale preferito sembra essere la tartaruga, che si ritrova presso i popoli altaici, in India, in Cina, nel Tibet e perfino nell'America Settentrionale, tra i Sioux e gli Huroni. L'altro soggetto privilegiato, trattandosi in genere di sostenere una terra galleggiante nell'acqua, sono i pesci, che possono essere uno solo, come in Giappone o in Thailandia, o più, come tra i Tartari o in Russia. A Sumatra invece l'animale assume le caratteristiche del drago o del serpente, ed in ambito islamico vengono considerati anche animali non acquatici, come il toro o il mammuth. Viceversa l'idea, a cui siamo più abituati per via del ben noto mito di Atlante, che a sostenere la terra o il cielo sia un gigante, non è così comune come si potrebbe credere. Ma vediamo qualche esempio.
Iniziamo dal caso in cui la funzione cosmoforica è esercitata da esseri di aspetto umano. Tra i Samoiedi della Siberia è un vecchio che ha questo gravoso incarico; quando è stanco le sue mani tremano, e si producono dei terremoti; si racconta che questo vecchio un bei giorno decise di passare il suo compito a due esseri più giovani, uno dei quali funge da sommità sacra degli Urali, e l'altro da piede della terra. Per i Winnebago del Wisconsin sono invece quattro spiriti dell'acqua che servono da ancoraggio del mondo. I Chibcha della Colombia credono che il gigante Chibchachum sia stato costretto dall'eroe Boehi-cha, in punizione del suo tentativo di inondare il mondo, a sorreggerlo sulle sue spalle: così ogni volta che eambia spalla per riposare, si genera un terremoto.
Nella cosmologia Hurrita è il gigante Upelluri a reggere sul suo dorso il cielo e la terra; nel mito di Ullikummi il gigante è anche costretto a sorreggere quest'ultimo essere di pietra, finché gli dei non riescono a debellarlo. Infine, nella cosmogonia manichea troviamo addirittura un angelo, Splenditenes, che deve sorreggere il mondo; S. Agostino lo descrive con sei facce e sei bocche e con la carnagione luminosa.
Passando a considerare gli animali cosmofori, la più gran parte dei quali è descritta nelle singole voci di cui ai rimandi, ricorderò solo qualche esempio. In Tunisia si credeva che la terra appoggiasse, a turno, su una o l'altra delle corna di un toro cosmico. Quando avveniva il cambio di corno, una volta ogni secolo (in arabo qrn vuoi dire sia "corno" che "secolo"), avvenivano i consueti terremoti e sconvolgimenti naturali. Per gli Ainu, invece, la base della terraferma è una enorme trota che vive in un lago (l'Oceano), le acque del quale periodicamente aspira e ributta fuori, generando le maree e le tempeste; quando si scuote si hanno invece i terremoti. A Sumatra è il serpente Nagapagoha a sorreggere il mondo sulla testa; il figlio del dio Batara Gourou lo legò per impedire che, scuotendosi, gettasse la terra nelle acque, come aveva già fatto una volta. Nel folklore indiano, invece, a reggere la terra sulle sue corna è una vacca bianca di nome Dhol.
Infine voglio dare un po' più di spazio ad un mito islamico estremamente complesso e dettagliato. Inizialmente la terra fluttuava senza alcun appoggio. Allora Dio inviò un Angelo per reggerla; ma questi, dopo averla sollevata sulle spalle, si accorse di non avere a sua volta sostegni. Dio allora creò una Roccia gigantesca, e la inserì sotto i piedi dell'Angelo. Ma la Roccia fluttuava anch'essa, in mancanza di un sostegno. E così si seguita con una incredibile serie di sostegni creati successivamente da Dio: la Roccia viene sostenuta tra le corna di un Toro, chiamato Ar-Rayyan, con quarantamila teste ed altrettanti occhi, nasi, bocche, orecchie, lingue e gambe. A sua volta il Toro si deve reggere su una immensa Balena, più gigante ancora, chiamata Al-Bahmut. La Balena galleggia sull'Acqua, l'Acqua sull'Aria e l'Aria sulle Tenebre di tutte le terre cosmiche. Tutto l'apparato è soggetto ai movimenti della Balena, che però è sorvegliata da un fastidiosissimo e vorace insetto che, al primo movimento, penetra fino al cervello di Al-Bahmut, causandole dolori lancinanti e costringendola a rimanere ferma.

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