Eraclidi



				

				

Termine che indica sia i figli di Eracle sia i loro discendenti.
Quando Eracle fu trasportato tra gli dèi, i suoi figli, per sfuggire ad Euristeo, si rifugiarono presso Ceice, re di Trachis; ma Euristeo, minacciando guerra, chiese a Ceice di consegnarglieli. Gli Eraclidi allora lasciarono Trachis e si dispersero per tutta la Grecia. Sempre perseguitati da Euristeo, implorarono la protezione degli Ateniesi, che non solo non li consegnarono ma ingaggiarono contro il loro nemico una guerra vittoriosa. I figli di Euristeo caddero in battaglia e lo stesso Euristeo fuggì, ma presso le Rocce Scironidi fu raggiunto ed ucciso dal figlio di Eracle, Illo. Questi tagliò la testa del re e ne fece dono alla madre di Eracle, Alcmena, che le trafisse gli occhi.
Secondo Pausania e Pindaro fu invece Iolao ad uccidere Euristeo. Secondo Strabone, infine, Euristeo cadde in battaglia presso Maratona, e la testa mozzata e il resto del corpo furono sepolti in luoghi diversi.
Pausania dice inoltre che fu Ceice a consigliare agli Eraclidi di rifugiarsi ad Atene presso Teseo, che si riufiutò di consegnarli ad Euristeo e il rifiuto provocò la guerra. A detta di un oracolo, Atene l'avrebbe vinta se uno dei figli di Eracle si sarebbe offerto di morire: Macaria, figlia di Deianira e di Eracle, si uccise, gli Ateniesi vinsero e le dedicarono a Maratona una fonte, chiamata appunto Macaria.
Dopo la morte di Euristeo, narra Apollodoro, gli Eraclidi ritornarono nelle loro sedi, ma, ad un anno dal loro ritorno, una pestilenza si abbattè sul Peloponneso; l'oracolo disse che ciò era avvenuto perché gli Eraclidi erano tornati troppo presto; perciò abbandonarono il Peloponneso e tornarono a Maratona. Illo andò a Delfi per chiedere all'oracolo quando gli Eraclidi avrebbero potuto far ritorno: l'oracolo rispose che sarebbero potuti tornare alla terza messe. Illo interpetrò il vaticinio pensando che significasse dopo tre anni. Trascorso tale periodo, quindi, ritornò col proprio esercito. Regnava allora su Sparta il figlio di Oreste, Tisameno, che sconfisse l'esercito guidato da Illo. Gli Eraclidi, quindi consultarono nuovamente l'oracolo e seppero dal dio che terza messe non significava tre raccolti (e quindi tre anni), ma tre generazioni.
Mentre Temeno, figlio di Aristomaco, che apparteneva alla terza generazione dopo Illo, stava preparando nella Locride un esercito per invadere il Peloponneso, Aristodemo, fratello di Temeno, fu ucciso da un fulmine. Agli Eraclidi si presentò un indovino, di nome Carno, che predisse la distruzione dell'esercito se fossero andati nel Peloponneso; allora Ippote uccise l'indovino.
Dopo questo omicidio, la flotta andò distrutta e l'esercito fu colpito da una carestia. Temeno consultò l'oracolo ed il dio disse che l'uccisore dell'indovino doveva essere esiliato per dieci anni, aggiungendo che come capo avrebbero dovuto prendere un "trioculo" (cioè qualcuno con tre occhi).
Gli Eraclidi si misero in cerca ed alla fine si imbatterono in Ossilo; questi era su di un cavallo con un solo occhio (mentre secondo altri il cavallo aveva due occhi ed Ossilo solo uno). Gli Eraclidi ritennero che Ossilo fosse la persona indicata dall'oracolo, e lo fecero loro comandante.
Fu così che dopo il primo tentativo fallito di ritornare in Peloponneso guidati da Illo, i discendenti di Eracle riuscirono nell'intento; uccisero Tisameno e presero possesso del Peloponneso.

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