Cloridano



				

				
SCHEDA
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Medievale
Continente: Europa
Area: Europa Centrale
Paese: Francia
Popolo/Regione: Ciclo Carolingio
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: Guerrieri
Specificità: Fanti
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Benevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: -

Giovane guerriero dell'esercito moro di Agramante e amico fraterno di Medoro, nonché abile cacciatore.

Indice

[modifica] L'amicizia con Medoro e l'assalto al campo cristiano

L'Ariosto nell' Orlando Furioso narra come due soldati del campo saraceno tentino di notte, dopo la battaglia intorno a Parigi, di trovare il corpo del loro signore Dardinello per rendergli gli onori funebri: chi concepisce l'impresa è Medoro, il più giovane, commosso per la morte del suo signore e pronto ad affrontare ogni pericolo per lui: lo segue il più esperto Cloridano, che non può distogliere l'amico dall'impresa e non vuole lasciarlo andare solo. I due personaggi sono mutuati su quelli virgiliani di Eurialo e Niso, la coppia di giovani guerrieri troiani inseparabili che durante la guerra contro gli italici decidono di allontanarsi dalla cittadella assediata per andare incontro a Enea, partito alla ricerca di alleati. Un intermezzo è costituito, come nell'analogo episodio dell' Eneide, dall'assalto al campo dei nemici sorpresi nel sonno, che offre anche qui sia spunti comico-satirici (la sorte beffarda del giovane cortigiano Alfeo, la posa scomposta di Palidone da Moncalieri, la bestialità di Grillo) sia commenti più pietosi (la morte che piomba sui due generosi e inseparabili fratelli Malindo e Ardalico, giovani figli del conte di Fiandra); ma la poesia si rifà elegiaca nel racconto della scoperta del morto Dardinello e della cauta uscita dal campo interrotta dall'apparizione di una schiera di cavalieri cristiani, e quindi drammatica nella fuga di Cloridano, il quale si accorge a un certo punto che Medoro non l'ha seguito e ritorna a rischio della vita sui propri passi.

[modifica] La morte

Medoro, circondato dai nemici e ferito, supplica non per sé, ma per il suo sovrano defunto, a cui vuol dar sepoltura, e commuove Zerbino, il capo dei cristiani, che trattiene il ferro già vibrato su di lui, senonché uno dei cavalieri, ignaro della decisione presa dal suo signore, colpisce improvvisamente Medoro, che perde i sensi. Cloridano, che ha già ucciso più d'un cavaliere nemico, vedendo Medoro soccombere, si precipita fuori del suo nascondiglio e gli cade morto al fianco.


Cloridan, che Medor vede per terra,
salta del bosco a discoperta guerra.
E getta l'arco, e tutto pien di rabbia
tra gli nimici il ferro intorno gira,
più per morir, che per pensier ch'egli abbia
di far vendetta che pareggi l'ira.
Del proprio sangue rosseggiar la sabbia
fra tante spade, e al fin venir si mira;
e tolto che si sente ogni potere,
si lascia a canto al suo Medor cadere.

(Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, canto XIX)

[modifica] Interpretazioni

Così si compie la storia di una amicizia eroica, uno degli episodi più commoventi del Furioso; non un seguito, ma una nuova storia ci è offerta più innanzi, dove si narra come Medoro, non morto, ma ferito e svenuto, fosse soccorso da una donzella, Angelica, e come essa si innamorasse di lui e poi lo facesse suo sposo. Poco rilievo ha in questo episodio la figura del giovane soldato, di cui non ricordiamo della prima presentazione se non la singolare bellezza: certo un nuovo Medoro, diverso dall'amico di Cloridano e dal tenero e devoto seguace del suo signore, ci si rivela nella scritta, fatale a Orlando, in cui egli celebra l'insperata, unica felicità che gli è stata concessa e che tutto lo possiede.

[modifica] Vittime note di Cloridano

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti