Ojin Tenno



				

				

Imperatore vissuto fra il 270 ed il 310 d.C., che diceva di discendere da un dio marino, ed aveva una coda di drago. Per nascondere questa sua deformità aveva inventato un abito chiamato Suso, una specie di gonna. Un bel giorno, però, una ragazza, chiudendo la porta dietro di lui, strappò il vestito, che era rimasto incastrato nell'uscio, e cosi la mostruosa appendice dell'Imperatore fu conosciuta da tutti.
Ojin fu il cinquantesimo Tenno, ossia imperatore del Giappone, figlio dell’imperatore Chuai e dell’imperatrice Jingo. Secondo le Nikon Shoki ovvero Nihongi (Cronache del Giappone), fu portato nel grembo di sua madre per tutta la durata della sua conquista dei tre regni di Corea. Prima di partire, ella dichiarò che, se suo figlio doveva diventare un dio, sarebbe nato dopo il completamento della campagna. Il giorno in cui Jingo fece ritorno, iniziarono le doglie ed ella diede alla luce un figlio.
Al momento della sua nascita, Ojin aveva una voglia rossa sul gomito a forma di homuda, la cubitiera che protegge gli arcieri dal ritorno delle corde dell’arco. A causa dei recenti successi militari, la cosa fu considerata di buon auspicio, e quindi al bambino fu dato il soprannome di Homuda-wake (che significa letteralmente “Principe dalla Cubitiera”). Sia le Kojiki che le Nikon Shoki affermano che era un bambino brillante e intelligente, più furbo rispetto alla sua età e grande stratega. Dopo l’ascesa al trono in seguito alla morte della madre, accolse benevolmente studiosi cinesi e coreani nella sua corte, in modo che Nintoku, suo figlio, potesse diventare dotto come i principi del resto dell’Asia. Ojin era considerato anche un famoso bevitore, che scivolava fuori del palazzo per passare da una taverna all’altra. Il mito popolare afferma anche che nacque con una coda di drago e inventò un nuovo tipo di vestito per poterla nascondere.
Dopo la sua morte Ojin fu deificato e gli fu costruito un santuario con uno stupendo sepolcro. Ci vollero tuttavia parecchi secoli prima che fosse identificato con Hachiman, il dio della guerra. In seguito a questa associazione (merito della visione onirica di un sacerdote) divenne il dio patrono degli arcieri e dei soldati, che avrebbero attaccato ai loro elmi dei piccoli amuleti d’argento a forma di spada come simbolo della devozione verso di lui. Ojin, nella qualità di Hachiman, è conosciuto col nome “L’Arco e le Frecce dei Cieli” ed è uno degli dèi più popolari del pantheon scintoista, con metà dei santuari esistenti in Giappone dedicati a lui.