Nut



				

				

Dea cosmica del Cielo, generata da Shu. Quando, trascurando il divieto di Ra, si accoppiò col fratello Geb (Terra), il padre la strappò a quell'amplesso per impedirle di generare. Anche Plutarco dice che Nut ebbe dal dio Ra l'interdizione di congiungersi col fratello Geb in tutti i trecentosessanta giorni dell'anno egiziano; allora la dea, con l'aiuto del dio Thot, vinse alla Luna alcune frazioni di tempo e con esse formò i famosi cinque giorni epagomeni sui quali Ra non aveva alcun potere. Durante quel periodo Nut potè concepire Iside, Osiride e Nephtis, con i quali fa parte della Grande Enneade. II mito è riprodotto sui papiri e sui sarcofagi dove Nut appare in posizione arquata mentre suo padre Shu tenta di sospingerla verso il cielo; sul corpo di lei figurano le due barche di Ra (il Sole) che naviga verso il cielo dopo aver lasciato la terra perché gli uomini gli si erano ribellati. Come divinità cosmica Nut viene paragonata alla Vacca Primordiale indiana Surabhi. Nut fu anche protettrice dei defunti e in tale veste appare dipinta all'interno dei coperchi dei sarcofagi nell'atto di offrire cibo e bevande ai trapassati. Come tutte le altre divinità cosmiche, Nut è iconografata con due corna racchiudenti il disco solare. Ebbe culto particolare nella città di Net-Shenyt, e come madre degli dèi i Greci la identificarono con Rea.