Acamante (3)



				

				
SCHEDA
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Popolo/Regione: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: Nobili
Specificità: Sovrani
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Benevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: -

Figlio di Teseo e di Fedra, fratello di Demofoonte. Assieme a Diomede si recò a Troia al fine di chiedere la restituzione di Elena. Qui fu scorto da Laodice, figlia di Priamo, la quale s'innamorò di lui. La ragazza confidò la sua passione alla moglie di Perseo, Filobia, la quale decise subito di aiutarla. Convinse il proprio marito, che regnava sulla città di Dardano, in Troade, a invitare separatamente i due giovani a un banchetto, e a metterli l'uno accanto all'altra. Laodice sarebbe passata per una cortigiana della reggia di Priamo. Alla fine del banchetto, Laodice era diventata la moglie di Acamante. Da questa unione nacque un figlio, Munito, che fu allevato nella casa di Priamo dalla bisnonna, Etra, madre di Teseo, allora prigioniera d'Elena. Alla caduta di Troia, mentre Laodice stava nel santuario di Troo, la terra si aprì e la inghiottì davanti agli occhi degli astanti. Nella confusione che seguì, Etra fuggì con Munito al campo greco, dove Acamante e Demofoonte riconobbero in lei la loro nonna che credevano morta da tempo. Subito chiesero ad Agamennone che la vecchia fosse rimpatriata. Agamennone accolse la loro richiesta, ma in cambio volle che rinunciassero alla loro parte del bottino. Sventuratamente, quando Acamante sbarcò in Tracia durante il viaggio di ritorno in patria, Munito, a Olinto, mentre cacciava, fu morso da un serpente e morì.

[modifica] ACAMANTE NELLA GUERRA DI TROIA

Acamante partecipò poi alla guerra stessa e fu tra quelli che si nascosero nel famoso cavallo di legno (vedi Cavallo di Troia) architettato da Ulisse.

[modifica] Il Ritorno dalla guerra

Dopo che la città di Troia fu espugnata dagli Achei, liberò la nonna paterna Etra che aveva accompagnato Elena a Troia; si mosse poi verso la Tracia, dove rimase a lungo per amore di Fillide, figlia del re Fileo.
Un'altra versione della leggenda racconta che Fillide si era innamorata di Acamante e l'attendeva ansiosa. Quando Troia cadde e la flotta ateniese fece ritorno, Fillide scendeva spesso alla spiaggia con la speranza di avvistare la nave di Acamante; ma egli era stato attardato da un'avaria e Fillide morì di dolore dopo nove giorni, in in luogo chiamato Enneodo ("le Nove Strade"). Fillide fu trasformata da Atena in un mandorlo e Acamante, arrivato il dì seguente, potè abbracciare soltanto il suo nudo tronco. Sotto le sue carezze i rami si coprirono di fiori anziché di foglie, e da quel giorno tale rimase la caratteristica dei mandorli. Ogni anno gli Ateniesi danzano in onore di Fillide e di Acamante.
Secondo altre leggende, Acamante, dopo aver partecipato alla presa di Troia col fratello Demofoonte, ritornò in Attica con la nonna Etra, e qui riprese il potere e regnò in pace.

[modifica] La morte

Fondò una colonia a Cipro, dove morì per un singolare incidente: rimase trafitto dalla sua stessa spada in seguito a una caduta da cavallo.