Biblioteca:Apollodoro, Biblioteca, Libro III, Capo 13



				

				

1. Peleo invece andò in esilio a Ftia, presso Eurizione, figlio di Attore, che lo purificò, gli diede in sposa sua figlia Antigone, e gli affidò la terza parte del territorio. A Peleo nacque una figlia, Polidora, che andò sposa a Boro, figlio di Periere.

2. Peleo lasciò Ftia insieme a Eurizione per partecipare alla caccia del Cinghiale Calidonio; ma, nel mirare al cinghiale, la sua lancia sbagliò il colpo, e uccise involontariamente Eurizione.

3. Peleo fu bandito quindi anche da Ftia, e si rifugiò a Iolco, presso Acasto, che lo purificò. Partecipò ai giochi in onore di Pelia, e combatte contro Atalanta. Astidamia, la sposa di Acasto, si innamorò di lui, e gli mandò degli inviti per un incontro. Non riuscendo a sedurlo, riferì a sua moglie che Peleo stava per sposare anche Sterope, figlia di Acasto; a questa notizia, la donna si impiccò. Poi Astidamia calunniò Peleo anche presso Acasto, dicendo che aveva cercato di corromperla. E Acasto allora, che non voleva uccidere un uomo che lui stesso aveva purificato, lo portò sul monte Pelio, a una gara di caccia. A tutti gli animali che uccideva, Peleo tagliava la lingua e la metteva in una sacca; ma gli uomini di Acasto gli portarono via tutte le bestie uccise, e presero a deriderlo perché non aveva cacciato niente. Peleo allora tirò fuori le lingue degli animali, e disse che altrettante erano le bestie da lui uccise. Quando poi si addormentò, sul Pelio, Acasto lo lasciò solo e se ne andò, dopo avergli nascosto la spada in un mucchio di letame. Peleo si svegliò, cercò la sua spada, ma fu sorpreso dai Centauri: e certo l'avrebbero ucciso, se non l'avesse salvato Chirone. Fu ancora Chirone a ritrovare la sua spada e a restituirgliela.

4. Peleo sposò Polidora, figlia di Periere. Dalla sposa, Peleo ebbe un figlio putativo, Menestio, il cui padre naturale era il fiume Spercheo.

5. Poi sposò Tetide, la Nereide. Zeus e Poseidone si erano disputati la sua mano; ma quando Temi aveva profetizzato che da Tetide sarebbe nato un figlio molto più forte del padre, entrambi si erano ritirati. C'è chi racconta che al tempo in cui Zeus era preso da una grande passione per Tetide, Prometeo aveva predetto che il figlio nato da lei sarebbe diventato il re del cielo. Altri invece sostengono che Tetide rifiutava di unirsi a Zeus perché era stata allevata da Era: allora Zeus, adirato, volle che si sposasse con un uomo mortale. Chirone aveva consigliato a Peleo di afferrare Tetide e tenerla ben stretta anche se la Nereide avesse assunto strane forme; così Peleo la tenne d'occhio e poi la rapì: Tetide si trasformò in fuoco, in acqua e in belva, ma Peleo non lasciò la presa prima che la Nereide non avesse riacquistato il suo solito aspetto. E la sposò sul monte Pelio: alle loro nozze parteciparono tutti gli Dèi, cantando inni. Chirone regalò a Peleo una lancia di frassino, Poseidone i cavalli Balio e Xanto, che erano immortali.

6. Quando Tetide partorì un bambino, decise di renderlo immortale, e così, di nascosto da Peleo, di notte metteva il bambino nel fuoco, per distruggere la parte mortale ricevuta dal padre, e poi di giorno lo ungeva d'ambrosia. Ma Peleo la spiò, vide il bambino che si contorceva nella fiamma, e gridò: Tetide fu costretta a interrompere il suo piano, lasciò a Peleo il bambino e tornò con le Nereidi. Peleo portò il bambino da Chirone. Il centauro lo nutrì con interiora di leone e di cinghiale e con midollo d'orso; e lo chiamò Achille (il suo nome prima era Ligirone), perché non aveva mai accostato le sue labbra a una mammella.

7. Peleo, insieme a Giasone e ai Dioscuri, partecipò al saccheggio di Iolco; e uccise Astidamia, la sposa di Acasto, fece a pezzi il suo corpo e condusse l'esercito verso la città passando in mezzo a quei brandelli.

8. Quando Achille aveva nove anni, Calcante predisse che Troia non sarebbe mai stata presa senza di lui. Tetide, sapendo che era Destino che suo figlio morisse combattendo, di nascosto lo vestì da femmina e lo affidò a Licomede, dicendogli che era una fanciulla. Così Achille fu allevato nel palazzo di Licomede, ma si unì in amore con una delle sue figlie, Deidamia, e gli nacque il figlio Pirro, che venne poi chiamato Neottolemo. Ma il nascondiglio di Achille fu scoperto, e Odisseo venne a cercarlo alla corte di Licomede: fece suonare le trombe di battaglia, e lo trovò. Così, Achille andò a Troia. E andò con lui Fenice, figlio di Amintore. Fenice era stato accecato da suo padre, perché la sua concubina, Ftia, l'aveva accusato falsamente di un tentativo di seduzione. Peleo allora lo portò da Chirone, che gli guarì gli occhi; poi Peleo l'aveva fatto re dei Dolopi. Achille era accompagnato anche da Patroclo, figlio di Menezio e Stenele, figlia di Acasto; o forse sua madre era Periopide, figlia di Ferete, o forse ancora, come dice Filocrate, Polimele, figlia di Peleo. A Opunte, in seguito a un litigio nel giocare a dadi, Patroclo aveva ucciso Clitonimo, figlio di Anfidamante; bandito insieme al padre, si rifugiò nel palazzo di Peleo, e divenne l'amato di Achille.