Atteone

Versione del 14 nov 2023 alle 22:26 di Ilcrepuscolo (discussione | contributi) (ELENCO DEI CANI DI ATTEONE)
SCHEDA
Atteoneheerdink.jpg
IDENTITÀ
Nome orig.: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
Genitori: [[]] e [[]]
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oppure [[{{{padre3}}}]] e [[{{{madre3}}}]]
oppure [[{{{padre4}}}]] e [[{{{madre4}}}]]
Fratelli/Sorelle:
Fratellastri e/o
Sorellastre:
'
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[[]]
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LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Regione: [[{{{regione}}}]]
Provincia: [[{{{provincia}}}]]
Città: [[{{{citta}}}]]
Origine: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: -
Specificità: -
Subspecifica: -
CARATTERI
Aspetto: Antropomorfo
Indole: Benevola
Elemento:
Habitat:
ATTRIBUTI
Fisici
Animali
Vegetali
Minerali
Alimenti
Colori
Numeri
Armi
Abbigliamento
Altri
Personaggi
TEMATICHE

Figlio di Aristeo e di Autonoe, fu celebre eroe e cacciatore tebano, educato da Chirone che gli insegnò l'arte della caccia.

MITO

Nella versione offerta dal poeta ellenistico Callimaco, che è diventata l'impostazione standard, Artemide stava facendo il bagno nel bosco quando il cacciatore Atteone si imbatté in lei, vedendola così nuda. Si fermò a fissarla, stupito dalla sua incantevole bellezza. Una volta vista, Artemide si vendicò di Atteone: gli proibì la parola - se avesse provato a parlare, sarebbe stato trasformato in un cervo - per la sfortunata profanazione del mistero della sua verginità.
Quando sentì il richiamo della sua squadra di cacciatori, gridò verso di loro e si trasformò immediatamente. A quel punto fuggì nel profondo del bosco e si imbatté in uno stagno e, vedendo il suo riflesso, gemette. I suoi stessi segugi gli si rivolsero contro e lo inseguirono, non riconoscendolo. Nel tentativo di salvarsi, alzò gli occhi (e avrebbe alzato le braccia, se le avesse avute) verso il Monte Olimpo. Gli dèi non ascoltarono la sua disperazione ed egli fu fatto a pezzi. Un elemento del mito precedente faceva di Atteone il familiare compagno di caccia di Artemide, non un estraneo. In un'estensione ricamata del mito, i segugi erano così sconvolti dalla morte del loro padrone che Chirone fece una statua così realistica che i segugi pensarono fosse Atteone.
Esistono varie altre versioni della sua trasgressione: Il Catalogo delle donne e la Biblioteca affermano che la sua offesa era quella di essere un rivale di Zeus per Semele, la sorella di sua madre, mentre ne Le Baccanti di Euripide si vanta di essere un cacciatore migliore di Artemide.
Diodoro Siculo (4.81.4), in una variante dell'arroganza di Atteone, sostiene che Atteone volesse sposare Artemide. Altri autori affermano che i segugi erano proprio di Artemide; alcune elaborazioni perdute del mito sembrano aver dato loro tutti i nomi e narrato le loro peregrinazioni dopo la sua perdita.
Secondo la versione latina della storia raccontata dal romano Ovidio, dopo aver visto per caso Artemide sul monte Citerone mentre faceva il bagno, fu trasformato da lei in un cervo, inseguito e ucciso dai suoi cinquanta segugi. Questa versione compare anche nel quinto inno di Callimaco[1], come parallelo mitico all'accecamento di Tiresia dopo aver visto Atena fare il bagno.

ELENCO DEI CANI DI ATTEONE

Nomi Fonti
Ovidio[2] Apollodoro[3] Igino[4] Altri autori[5]
Maschi Acamante
Aello
Agriodo
Alce
Amarinto
Arcade
Arpalo
Aura
Canace
Numero 0 8 11 7
Nomi Fonti
Ovidio[2] Apollodoro[3] Igino[4] Altri autori[5]
Femmine Agre
Arpia
Melanchete
Numero 0 8 11 7

Secondo Igino

Maschi

Femmine

Secondo altri autori

Igino sostiene che, secondo altri autori, invece questi erano i nomi dei cani di Atteone.

Maschi

Femmine

NOTE