Tengu



				

				

Spirito folletto delle montagne e dei boschi. Nei tempi più antichi veniva raffigurato semplicemente come un uccello; verso l'VIII secolo diventa invece un mostro ibrido, parte umano, parte ornitomorfo: ha le ali, il becco e la testa di uccello, gambe dotate di artigli, ma braccia, corpo e portamento umano. Sotto questa forma viene chiamato Karasu Tengu. La sua disposizione d'animo è generalmente malvagia, per lo meno contro quelli che invadono i suoi territori. I Tengu hanno numerosi poteri, tra cui quello di tramutarsi in esseri umani, per lo più in forma di monaci. Tuttavia, secondo alcune leggende sarebbero invece i cattivi monaci che alla morte si tramutano in Tengu. Un'altra loro abilità specifica è la scherma, e di alcuni celebri guerrieri si dice che abbiano imparato quest'arte proprio dal re dei Tengu, Soyobo.
Secondo alcuni autori i Tengu, nella loro forma ibrida, deriverebbero dall'indiano Garuda o dai cinesi T'ien-Kou (con i quali c'è anche un legame etimologico), ma in ogni caso essi sono stati cosi completamente assorbiti e trasformati dalla cultura giapponese, da potersi considerare a buona ragione delle creazioni dell'immaginario locale. Col tempo la figura del Tengu si affranca infatti dai vecchi schemi, e tende ad umanizzarsi: restano ancora le ali, ma la faccia diviene del tutto umana e, unica traccia dell'antico becco, resta solo un imponente naso aquilino, che di fatto trasforma l'inquietante folletto in un personaggio un po' comico. Anche l'atteggiamento a volte crudele, e comunque scostante, tende a diventare piuttosto buffonesco. Sotto questa nuova e più recente forma, lo spiritello assume il nome di Konoha Tengu.
Ancora in tempi relativamente recenti la credenza nei Tengu era viva: quando per la prima volta gli olandesi che vivevano a Nagasaki importarono delle nova di struzzo, furono credute nova di Tengu, poiché una delle immagini più frequenti del folletto montano è quella che lo mostra mentre esce dal suo uovo. Ed ancora nel 1860 fu emanato un editto che esortava i Tengu ed altri demoni ad allontanarsi, in occasione di una visita dello Shogun al mausoleo di Nikko.