Sigurdhr



				

				
SCHEDA
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: custode della vittoria
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Germanica
Continente: Europa
Area: Nordeuropa
Paese: Scandinavia
Popolo/Regione: Norreni
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: Nobili
Specificità: Principi
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Benevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: -


"Custode della vittoria", l'eroe nordico per eccellenza, noto alla tradizione continentale come Sigfrido. Nato dopo la morte del padre Sigmundr, era stato allevato alla corte di re Hjalpekr, perchè sua madre Hjordis aveva sposato il principe Alfr.
Suo tutore era il nano Reginn, esperto di arti magiche, che per lui forgiò la spada Gramr, capace di tagliare un'incudine, e che gli fece ottenere da Hjalpekr il cavallo Grani (figlio di Sleipnir e scelto dal branco con la consulenza di Odino).

[modifica] La conquista del tesoro maledetto di Andvari

Appena raggiunse l'età per combattere, Sigurdhr vendicò la morte del padre poi, su istigazione di Reginn, che aveva risvegliato in lui il desiderio di denaro, uccise il serpente Fafnir per sottrargli l'oro maledetto di Andvari. Riuscì nell'impresa scavando una galleria sotto la sua tana e da lì lo colpì al cuore quando il mostro giunse strisciando e sputando veleno. Tale sistema gli era stato suggerito da Odino. Prima di morire, Fafnir lo avvertì di non toccare l'oro maledetto e lo mise in guardia contro Reginn, che dal possesso di quell'oro era ossessionato. In effetti Reginn avrebbe ucciso Sigurdhr se questi non fosse stato avvisato da due picchi dei quali poteva comprendere il linguaggio dopo aver succhiato una stilla del sangue di Fafnir. Così Sigurdhr fu costretto ad uccidere il suo vecchio maestro, poi caricò il tesoro sul dorso di Grani e cavalcò verso il paese dei Franchi. Durante il viaggio liberò da un incantesimo la valchiria Brunilde con la quale scambiò promesse d'amore e alla quale donò in pegno l'anello di Andvari.

[modifica] L'arrivo nel paese dei Nibelunghi

Giunse poi con tutto il suo tesoro a sud del Reno, nella terra dei Nibelunghi, di cui era re Gjuki. Questi aveva in moglie la maga Crimilde ed era padre di tre figli (Gunnar, Hogni e Gothorm) e di una figlia (Godhrun). Per entrare in possesso del tesoro di Sigurdhr, Crimilde somministrò all'eroe una bevanda magica che lo fece innamorare di Godhrun e dimenticare Brunilde; in occasione della fastosa cerimonia di nozze, Sigurdhr, Gunnar e Hogni suggellarono un patto di sangue. Intanto Gunnar, in cerca di moglie, decise di corteggiare Brunilde, ma poichè non riusciva a superare il bastione di fuoco che la teneva prigioniera, Sigurdhr assunse l'aspetto del cognato e raggiunse la valchiria chiedendola in sposa. Dopo le nozze tra Gunnar e Brunilde, Sigurdhr si ricordò del suo precedente incontro con la donna, ma non ne fece parola; Brunilde invece scoprì che il marito l'aveva avuta con l'inganno grazie alle rivelazioni di Godhrun. La valchiria, umiliata decise di vendicarsi e istigò Gunnar ad uccidere Sigurdhr per impossessarsi del suo oro, ma tra i cognati c'era un giuramento di sangue, al quale non aveva tuttavia partecipato il fratello minore Gothorm; fu dunque lui a essere scelto per assassinare l'eroe.

[modifica] La Morte di Sigurdhr

Dopo una vita avventurosa, piena di avvenimenti prodigiosi, Sigurdhr fu ucciso nel sonno a tradimento. Per volere di Brunilde il suo corpo fu deposto su una grande pira circondata da arazzi e scudi; l'eroe giacque accanto a due falchi e alla spada Gramr sguainata. Quando tutto fu pronto, Brunilde indossò la corazza e si stese accanto a lui e si trapassò con la sua arma.