Kirin



				

				

L’unicorno giapponese, un dio-animale che punisce i malvagi con il suo unico corno. Protegge i giusti e assicura loro la buona sorte. Si ritiene che vedere un kirin sia auspicio di grandissima fortuna (sempre che chi lo veda sia una persona virtuosa).
Non presenta varianti significative rispetto al suo modello cinese, il Ki-Lin. Nella sua forma standard ha la testa di un drago o di un cavallo, dotata di un corno frontale, il corpo di cervo, le zampe e gli zoccoli di cavallo, la coda di bue o di leone. Vive in solitudine, ed è il simbolo della felicità e della grazia; è anche in grado di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Appare come segno profetico della nascita di qualche grande saggio, ed è sempre di buon auspi-cio. Si dice sia apparso alla madre di Confucio ed a Con-fucio stesso. Accanto alla forma più tradizionale del Kirin, esistono altri tipi di unicorno, il cui simbolismo generale non cambia. Sono anch'esse quasi tutte forme mutuate dalla Cina. Il Riy Ma, quasi totalmente cavallo, col mantello maculato; il Kaitshi, più simile al drago; il Kakutan, descritto a volte come una tigre, a volte come un maiale; il Tenroku, dalla testa di capra; l'Hakutaku, con la testa di leone e fiamme che circondano il corpo, capace anche di parlare; l'Hoansu, divoratore di tigri, dalla forma di cavallo; il Toungtoung, caprone unicorno; il Si, dall'aspetto di mucca; il Kutiao, a forma di leopardo; il Si Niu dal lunghissimo collo circondato di fiamme; lo Sze, probabilmente l'autentico rinoceronte; ed il Suisai, anfibio, con il carapace di tartaruga.