Kabandha



				

				

Gigante che blocca il cammino a Rama e Lakshmana, nel Ramayana, apparendo loro come «un tronco informe, spaventoso, grosso e altissimo, senza capo e senza collo e colla bocca nel mezzo del ventre; era coper¬to di ispidi peli ed alto come un monte, orribile a vedersi, simile ad una nuvola nera e rumoreggiante come un tuono; aveva nel petto un occhio solo, grande, ampio, lungo e fulvo, ed allungando due braccia orribili, lunghe più miglia, egli ghermiva con le mani uccelli e belve d'ogni tipo».
I due eroi riescono a tagliargli le braccia, ed egli li prega di bruciarlo in una pira. Dal fuoco di questa, egli risorge sotto l'aspetto di un essere bellissimo (un Gandharva) e racconta di essere stato trasformato in quella forma abominevole dall'ira di Indra, che egli aveva osato sfidare. L'intervento dei due fa cessare l'incantesimo, e, per ringraziarli, Kabandha fornisce loro preziose notizie.

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