Dracula



				

				

Usato per la prima volta, in campo letterario, dallo scrittore irlandese Bram Stoker nel 1897 nell'omonimo romanzo nero pubblicato a Londra, in pochi decenni, grazie anche all'apporto del cinema, il nome Dracula è entrato definitivamente nell'immaginario collettivo col significato di vampiro. Si tratta di uno dei rarissimi casi in cui un personaggio letterario è assurto ad una vera dimensione mitica, inducendo perfino alla emulazione in alcuni soggetti psichicamente labili. Per esempio, l'attore Bela Lugosi, che più volte interpretò la parte di Dracula, e che era costretto per esigenze pubblicitarie a vivere in un castello diroccato, a vestire con mantelli neri e a girare sempre con una carrozza funebre, morì nel 1956 convinto di essere una reincarnazione di Dracula. La cosa è forse spiegabile, dato l'ossessionante contesto funebre in cui era costretto a vivere. Ma cosa spinse invece il giovane portoricano sedicenne Salvador Agron, negli stessi anni Cinquanta, ad uccidere donne, avvolto in un mantello nero, credendosi Dracula? E perché il ventiquattrenne James Riva uccise la nonna nel 1980, istigato, come disse lui, da voci di vampiri che gli avevano anche suggerito di berne il sangue?
Il potere di identificazione che il personaggio di Dracula suscita in determinati individui è basato, oltre che sul fascino generico esercitato dal personaggio del vampiro, anche sulle suggestioni stesse insite nel nome. Bram Stoker non lo inventò di sana pianta: nello spulciare nella storia dei paesi slavi, Romania e Ungheria in particolare, in cui voleva ambientare la sua storia, si imbattè in un personaggio del XV secolo, un principe (o Voivoda) della Valacchia, di nome Vlad, che per la determinazione e la crudeltà con cui aveva governato la regione tra il 1455 e il 1462, si era guadagnato l'epiteto di "Impalatore" (Tepes). Questo personaggio aveva anche il soprannome di Dracul o Draculea (figlio di Dracul). Drac o Dracul in rumeno significa Diavolo, e sembrava quindi quantomai idoneo al personaggio; per di più esisteva, in Moldavia, una versione locale del vampiro che prendeva il nome di Drakul. Stoker ebbe la genialità di riunire i vari pezzi sparsi delle sue ricerche, prendendo da un lato il mito popolare e contadino del vimpiro, intrinsecamente suggestivo, ma poco seducente per via delle sue origini "plebee"; dall'altro l'idea del nobile blasonato crudele Signore di una sperduta regione slava (che diventerà la Transilvania nel romanzo) e fondendo queste due tradizioni sotto il nome di Dracula. Questo nome stesso evocava, al di là del significato romeno di Diavolo, delle assonanze col Drago, spesso e volentieri identificato anch'esso col Maligno. Ecco come il dimenticato principe valacco del Quattrocento si è trasformato, nell'immaginario contemporaneo, nel prototipo del Vampiro.