Modifica di Adone

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Figlio di [[Teia]] o di [[Cinira]] e di [[Mirra]]. Giovane bellissimo di cui si innamorò [[Afrodite]], ma che morì giovanissimo, ucciso da un cinghiale durante la caccia. Poi per decreto di [[Zeus]] fu destinato a passare una parte dell'anno tra i morti e l'altra tra i vivi. Il mito è di origine siriana, a cui fa allusione già Esiodo, e simboleggia, come nel mito di [[Persefone (1)|Persefone]], la natura fiorente spenta dall' inverno (il cinghiale) e ridestantesi in primavera.
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Figlio di [[Teia]] o di Cinira e di [[Mirra]] o [[Smirna]]. Giovane bellissimo di cui si innamorò [[Afrodite]], ma che morì giovanissimo, ucciso da un cinghiale durante la caccia. Poi per decreto di [[Zeus]] fu destinato a passare una parte dell'anno tra i morti e l'altra tra i vivi. Il mito è di origine siriana, a cui fa allusione già Esiodo, e simboleggia, come nel mito di [[Persefone]], la natura fiorente spenta dall' inverno (il cinghiale) e ridestantesi in primavera.
  
 
==IL MITO==
 
==IL MITO==
 
La forma più generalmente ammessa del mito è la seguente: il re di Siria, [[Teia]], aveva una figlia, [[Mirra]], o [[Smirna]], che la collera di [[Afrodite]] spinse a desiderare un incesto col padre.
 
La forma più generalmente ammessa del mito è la seguente: il re di Siria, [[Teia]], aveva una figlia, [[Mirra]], o [[Smirna]], che la collera di [[Afrodite]] spinse a desiderare un incesto col padre.
<br>Con l'aiuto della nutrice [[Ippolita]], arrivò a ingannare Teia, e s'unì con lui per dodici notti. Ma, la dodicesima notte, Teia s'accorse dell'inganno della figlia e la inseguì armato di coltello per ucciderla. Mirra, in questa situazione pericolosa, si mise sotto la protezione degli dei, che la trasformarono in un albero della mirra. Dieci mesi dopo, la corteccia dell'albero si sollevò, si spaccò, e ne uscì un bambino, che ricevette il nome di Adone. Afrodite, commossa dalIa bellezza del neonato, lo raccolse e lo affidò segretamente a [[Persefone (1)|Persefone]], perché lo allevasse.
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<br>Con l'aiuto della nutrice [[Ippolita]], arrivò a ingannare Teia, e s'unì con lui per dodici notti. Ma, la dodicesima notte, Teia s'accorse dell'inganno della figlia e la inseguì armato di coltello per ucciderla. Mirra, in questa situazione pericolosa, si mise sotto la protezione degli dei, che la trasformarono in un albero della mirra. Dieci mesi dopo, la corteccia dell'albero si sollevò, si spaccò, e ne uscì un bambino, che ricevette il nome di Adone. Afrodite, commossa dalIa bellezza del neonato, lo raccolse e lo affidò segretamente a [[Persefone]], perché lo allevasse.
 
<br>Ma quest'ultima, a sua volta, s'invaghì del bel bambino, e non volle restituirlo ad Afrodite. Questo contrasto fra le dee ebbe per arbitro [[Zeus]], altri dicono la musa [[Calliope]] in nome di Zeus, e fu deciso che Adone avrebbe vissuto un terzo dell'anno con Afrodite, un terzo con Persefone e un terzo dove voleva lui. Ma Adone passò sempre due terzi dell'anno con Afrodite, e uno solo con Persefone. Più tardi, la collera di [[Artemide]] (non si sa precisamente per quali ragioni) incitò contro di lui un cinghiale che, nel corso d'una caccia, lo ferì mortalmente.
 
<br>Ma quest'ultima, a sua volta, s'invaghì del bel bambino, e non volle restituirlo ad Afrodite. Questo contrasto fra le dee ebbe per arbitro [[Zeus]], altri dicono la musa [[Calliope]] in nome di Zeus, e fu deciso che Adone avrebbe vissuto un terzo dell'anno con Afrodite, un terzo con Persefone e un terzo dove voleva lui. Ma Adone passò sempre due terzi dell'anno con Afrodite, e uno solo con Persefone. Più tardi, la collera di [[Artemide]] (non si sa precisamente per quali ragioni) incitò contro di lui un cinghiale che, nel corso d'una caccia, lo ferì mortalmente.
 
<br>Questo primo abbozzo del mito, in cui si riconosce il simbolo del mistero della vegetazione in questo fanciullo nato da un albero che passa un terzo dell'anno sotto terra e che, il resto del tempo, risale alla luce per unirsi alla dea della primavera e dell'amore, fu in seguito abbellito e completato.  
 
<br>Questo primo abbozzo del mito, in cui si riconosce il simbolo del mistero della vegetazione in questo fanciullo nato da un albero che passa un terzo dell'anno sotto terra e che, il resto del tempo, risale alla luce per unirsi alla dea della primavera e dell'amore, fu in seguito abbellito e completato.  
 
<br>Sono state offerte precisazioni sull'origine della maledizione d'Afrodite: [[Cecri]], madre di [[Smirna]] e moglie di [[Cinira]] (al posto di Teia), aveva offeso la dea sostenendo che sua figlia era più bella di lei e, per punire questo sbaglio, la dea ispirò a Smirna un amore folle. La ragazza, nel momento in cui scoprì il carattere incestuoso della sua passione, volle all'inizio impiccarsi, ma giunse la sua nutrice, e le consigliò di soddisfare il suo amore. Una volta consumato l'incesto, la giovane si nascose, per vergogna,
 
<br>Sono state offerte precisazioni sull'origine della maledizione d'Afrodite: [[Cecri]], madre di [[Smirna]] e moglie di [[Cinira]] (al posto di Teia), aveva offeso la dea sostenendo che sua figlia era più bella di lei e, per punire questo sbaglio, la dea ispirò a Smirna un amore folle. La ragazza, nel momento in cui scoprì il carattere incestuoso della sua passione, volle all'inizio impiccarsi, ma giunse la sua nutrice, e le consigliò di soddisfare il suo amore. Una volta consumato l'incesto, la giovane si nascose, per vergogna,
nella foresta; Afrodite, mossa a pietà dalla vittima, la trasformò in albero. Proprio suo padre trafisse la corteccia con la [[spada]], mettendo così alla luce il piccolo Adone. Oppure, fu un cinghiale (prefigurante in tal modo la morte del giovane) ad aprire l'albero del neonato, vanificando le sue difese. L'immaginazione dei poeti ellenistici si compiacque nel rappresentare Adone allevato dalle [[ninfe]] e mentre cacciava o conduceva greggi in campagna e nella foresta. Quanto alla catastrofe che lo condusse a morte, si assicurava ch'essa era stata provocata non da Artemide, ma dalla gelosia di [[Ares]], amante di Afrodite, oppure dalla vendetta d'[[Apollo]] contro Afrodite, la quale aveva accecato [[Erimanto]], figlio del dio, perché l'aveva scorta tutta nuda mentre si bagnava.
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nella foresta; Afrodite, mossa a pietà dalla vittima, la trasformò in albero. Proprio suo padre trafisse la corteccia con la spada, mettendo così alla luce il piccolo Adone. Oppure, fu un cinghiale (prefigurante in tal modo la morte del giovane) ad aprire l'albero del neonato, vanificando le sue difese. L'immaginazione dei poeti ellenistici si compiacque nel rappresentare Adone allevato dalle [[ninfe]] e mentre cacciava o conduceva greggi in campagna e nella foresta. Quanto alla catastrofe che lo condusse a morte, si assicurava ch'essa era stata provocata non da Artemide, ma dalla gelosia di [[Ares]], amante di Afrodite, oppure dalla vendetta d'[[Apollo]] contro Afrodite, la quale aveva accecato [[Erimanto]], figlio del dio, perché l'aveva scorta tutta nuda mentre si bagnava.
 
<br>La leggenda di Adone è situata ora a [[Cipro]] (su un monte presso [[Idalio]]), ora nel Libano. A Biblo passava un fiume, chiamato l'Adone, che ogni anno prendeva una coloritura rossa il giorno in cui si celebrava la morte d'Adone.
 
<br>La leggenda di Adone è situata ora a [[Cipro]] (su un monte presso [[Idalio]]), ora nel Libano. A Biblo passava un fiume, chiamato l'Adone, che ogni anno prendeva una coloritura rossa il giorno in cui si celebrava la morte d'Adone.
  
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Afrodite istituì, in onore del suo amico, una festa funebre, che le donne siriane celebravano ogni anno a primavera. Si piantavano in vasi, casse ecc., semi che si innaffiavano d'acqua calda per farli crescere rapidamente. Queste piantagioni venivano chiamate «giardini d'Adone». Le piante così forzate morivano ben presto dopo la loro uscita dalla terra, simboleggiando la morte di Adone, e le donne emettevano lamenti rituali sulla sorte del giovane amato da Afrodite.
 
Afrodite istituì, in onore del suo amico, una festa funebre, che le donne siriane celebravano ogni anno a primavera. Si piantavano in vasi, casse ecc., semi che si innaffiavano d'acqua calda per farli crescere rapidamente. Queste piantagioni venivano chiamate «giardini d'Adone». Le piante così forzate morivano ben presto dopo la loro uscita dalla terra, simboleggiando la morte di Adone, e le donne emettevano lamenti rituali sulla sorte del giovane amato da Afrodite.
 
<br>Le origini semitiche di questa leggenda sono evidenti; lo stesso nome del dio risale alla parole ebraica che significa «Signore». Il culto di Adone si diffuse nel mondo mediterraneo all'epoca ellenistica, e la sua leggenda figura già su specchi etruschi.
 
<br>Le origini semitiche di questa leggenda sono evidenti; lo stesso nome del dio risale alla parole ebraica che significa «Signore». Il culto di Adone si diffuse nel mondo mediterraneo all'epoca ellenistica, e la sua leggenda figura già su specchi etruschi.
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==LETTERATURA==
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== Riferimenti letterari ==
 
=== La figura di Adone nella letteratura postclassica ===
 
=== La figura di Adone nella letteratura postclassica ===
 
* Giambattista Marino, ''Adone'', poema eroico in venti canti.
 
* Giambattista Marino, ''Adone'', poema eroico in venti canti.

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