Differenze tra le versioni di "Acli"

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Versione delle 17:13, 24 lug 2020

SCHEDA
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IDENTITA'
Nome originale: Ἀχλύς, Achlys'
Altri nomi: -
Etimologia: Tenebra, nebbia
Sesso: Femmina
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Popolo/Regione: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Divinità
Sottotipologia: Divinità Superne
Specificità: Divinità della Creazione
Subspecifica: -
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Malefica
Elemento: Terra
Habitat: Cielo
Tematiche: Creazione

Acli (Ἀχλύς, Achlýs, "Tenebra") è una dea greca delle tenebre e della miseria. Dai latini è identificata con la dea Miseria

Ascendenza

Secondo alcune fonti sarebbe esistita già prima del Caos, altre invece la considerano figlia di Nyx e gemella di Momo. Se consideriamo l'ultima ipotesi come vera, allora Acli sarebbe una delle Keres.

DESCRIZIONE

Viene descritta nel poemetto Lo scudo di Eracle come odiosa, pallida, magra, cascante di fame, e con gambe stecchite e unghie lunghe; dalle narici le cola il moccio, e dalle guance cadono gocce di sangue; e mentre stride i denti e piange sta per terra con le spalle piene di polvere. Infatti la dea era rappresentata nello scudo di Eracle, così i nemici prima di morire vedevano la Miseria in persona.

MITI

Nonno di Panopoli cita Acli nel libro XIV delle sue Dionisiache: essa però non appare come la dea progenitrice della miseria, ma come una dea del veleno che viveva in Tessalonica. Soleva sedersi su una roccia ed era magrissima, con delle vesti lacere. Era era solita spiare le balie di Dioniso infante, e visto che ce l'aveva con lui perché era figlio di un tradimento di Zeus con Semele, volle avvelenare le sue guardiane con una pozione fatta da dei fiori presi dalla stessa Acli; con essa trasformò le guardiane in Centauri.

BIOLOGIA

Dalla dea prende il nome il piccolo genere floreale Achlys della famiglia Berberidaceae.