Sin



				

				

Importante dio astrale dei Babilonesi; impersonava la Luna e insieme con i figli Shamash (il Sole) e Ishtar (la stella Venere) formava una triade divina con epicentro culturale a Ur, dove il dio era chiamato anche Nannar. Si narra che Sin, in qualità di dio della Luna, percorresse il cielo di notte su un vascello d'argento a forma di quarto di luna e che con i suoi raggi luminosi impedisse ai malvagi di compiere quei delitti facili a perpetrare nell'oscurità. Sin era soprannominato « Signore della Corona », la quale veniva rappresentata da una falce di luna a doppio corno; tramite questo simbolo i Babilonesi associarono le fasi della luna al computo del tempo e venerarono Sin come dio del mese e dell'anno. In un antico canto assiro si narra che Marduk aveva ordinato a Sin di mostrare i due corni lunari all'inizio del mese per illuminare la terra (probabile allusione alla luna piena); moglie di Sin era Ningal, dea lunare.

[modifica] Iconografia

Il dio era dotato di saggezza e veniva raffigurato come un vegliardo dalla barba azzurra con in testa una corona formata da quattro paia di corna.