Marduk



				

				
Marduk
Marduk

Figlio di Ea e di Damkina, era il patrono di Babilonia. È un dio civilizzatore considerato creatore dell’universo che trasse dal caos primordiale; egli determina i destini, guida i re nelle cerimonie importanti, è pietoso, ha facoltà magiche e presiede agli esorcismi. E' divinità solare, in particolare del primo sole del giorno e dell'anno, vale a dire del sole mattutino e di quello primaverile.

Indice

[modifica] La lotta con Tiamat

[modifica] La rivolta di Tiamat

Tiamat, non potendo soffrire la presenza di tanti dèi, che restringevano ogni giorno di più i limiti del suo dominio, eccitò alla rivolta tutti i suoi figli, un orribile esercito costituito da 12 mostri infuocati e velenosi, che si era affrettata a partorire senza posa, accoppiandosi con il primo di essi, Kingu, per combattere i nuovi dèi, benché si trattasse dei suoi pronipoti.
I figli di Tiamat avevano forme mostruose: corpi giganteschi con membra variamente combinate di animali diversi, serpenti, scorpioni, tori, cavalli, capre, pesci, cani, etc. Tra questi è degno di menzione Kusarikku, il capro-pesce, che diventerà famoso come simbolo zodiacale del Capricorno.
Tiamat distribuì loro le armi e li riunì sotto gli ordini di Kingu, dio del fuoco, da lei scelto come marito, e si apprestò a dare l'assalto agli dèi.

[modifica] La battaglia

Marduk lotta con Tiamat
Marduk lotta con Tiamat

La notizia del formidabile esercito creato dalla dea, giunse ad Ansar, che lo comunicò alle altre divinità, affidando il compito di sconfiggere Tiamat e i suoi figli prima ad Anu e successivamente ad Ea. Entrambi, però, non ebbero il coraggio di contrapporsi a Tiamat.
Solo Marduk, figlio di Ea, si dichiarò pronto ad accettare tale incarico, chiedendo come contropartita il potere assoluto su tutti gli dèi. Gli altri accettarono le sue condizione ed elessero Marduk quale loro campione e sovrano, consegnandogli scettro, corona, trono ed un'arma senza eguali per combattere il nemico.
Marduk, si armò di un arco con faretra che appese al fianco e si fece portare una lancia che strinse nella destra. Pose un fulmine davanti a sè e riempì il proprio corpo di una fiamma divoratrice. Costruì una rete magica per intrappolare Tiamat, e vi chiuse dentro i quattro venti, creò la burrasca, il turbine, l'uragano e la tempesta. Quindi salì sul suo carro e si preparò ad affrontare Tiamat e la sua progenie mostruosa. Alla vista di Marduk, Kingu e l'esercito che egli comandava furono sopraffatti dal terrore e fuggirono via. Non così Tiamat che si preparò a combattere. Marduk scagliò sul mostro i venti che aveva intrappolato, per stordirlo. Tiamat spalancò la sua bocca infinita con l'intento di inghiottirlo, ma Marduk le cacciò in gola l'uragano, che irruppe violentemente nel suo stomaco e la privò di tutte le sue forze. Allora Marduk le fu sopra e la uccise. Dopodichè imprigionò tutti i mostri suoi figli ad iniziare dal loro capo Kingu e li trascinò ai piedi del trono di Ansar.

[modifica] Creazione ed ordinamento del mondo

Successivamente ritornò lì dove giaceva il cadavere di Tiamat, per sgomberare l'immenso spazio che esso occupava. Per prima cosa ne estrasse tutto il sangue che affidò al vento del nord affinchè lo portasse in luoghi segreti e divise il corpo di Tiamat in due parti, con la superiore creò il Cielo e con quella inferiore la Terra.
Poi provvide a mettere in ordine il cielo, la cui base posava sul muro che cingeva la Terra. Aprì due porte nel cielo, una ad est e l'altra ad ovest, che mettevano in comunicazione la sua parte interna, nascosta ed invisibile, con quella interna. Foderò l'intera volta celeste con un metallo duro e brillante ai raggi del Sole, fissò il corso di quest'ultimo sulla base del quale organizzò la marcia dell'intero universo.
Istituì l'anno e lo divise in dodici mesi, costituiti da tre decadi di giorni, i quali furono posti sotto l'autorità del dio Nibiru (il pianeta Giove). Diede luce alla luna, tracciò l'orbita dei pianeti, creò le stelle e le pose nel firmamento a gruppi, formando costellazioni che fossero l'immagine visibile degli dèi e rappresentassero figure di varie animali.
Quindi rivolse la sua attnezione alla terra, creando i continenti e il mare. A questo punto le altre divinità, che fino ad allora erano rimaste inattive, lo aiutarono nell'opera di creazione ricoprendo la terra con la vegetazione e creando una serie di esseri viventi, come le bestie selvagge, le greggi dei campi e i rettili, che però morirono tutti a contatto con la luce del Sole. Allora Marduk pose riparo a questa situazione, ricreando egli stesso gli esseri viventi tra cui anche l'uomo.

[modifica] Culto

Fu venerato, per imposizione del re Hammurabi, a partire dal XVIII secolo a.C. e il suo culto durò fino alla caduta del regno caldeo (525 a.C.), assumendo sempre maggiore importanza (viene invocato con cinquanta nomi e gode di una certa supremazia sulle altre divinità) per la crescente tendenza a identificare tutti gli attributi divini in una sola persona. Il suo tempio principale era l’Esagila di Babele.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Fonti Antiche