Rishyasringa



				

				

Nome di un Saggio "dalle corna di cervo". Si dice fosse figlio di una daina e che fosse nato con una sporgenza o corno sulla fronte. Aveva capacità magiche molto potenti, ed era in particolare legato alla facoltà di provocare la pioggia. Si racconta che il Saggio si fosse ritirato in eremitaggio, senza mai aver visto una donna, e che avesse raggiunto un tale grado di ascetismo che Indra fu indotto a tentare di infrangerne la virtù. Il dio impedì per tré anni alla pioggia di cadere e poi avvisò il re del luogo che la pioggia era bloccata a causa dell'ascetismo troppo spinto di Rishyasringa. Su suggerimento del dio il re inviò sua figlia Naiinika a sedurre l'eremita, in modo che la pioggia potesse infine cadere. La ragazza andò dal Saggio, che la scambiò per un altro asceta; quando poi gli capitò di vedere la differenza esistente tra i loro corpi nudi, la ragazza gli spiegò che un orso l'aveva ferita tra le gambe, e la ferita era dolorosa: non poteva il saggio aiutarla a diminuire il dolore? Fu così che l'eremita, ignaro, perse la vrtù.

[modifica] Interpretazioni

Secondo Jung questa leggenda è basata sulle stesse strutture simboliche di quella occidentale della Vergine e l'Unicorno; in ambedue i casi abbiamo infatti un essere solitario, dotato di corno frontale, che perde la vita (spirituale nel caso indiano, fisica nell'altro) nel grembo di una fanciulla.