Rakshasa



				

				

Nel Mahabharata cosi vengono descritti i Rakshasa: «Terribili, giallicci, con denti come rocce, polverulenti, arruffati i capelli, con lunghe tempie, con cinque piedi e grandi ventri, con dita rivolte ali'indietro, ruvidi, deformi, mandanti suoni terribili, coperti di campanelli, azzurri nel collo, spaventosi, con figli e mogli sanguinari, orribili a vedersi, spietati». Sono la più famosa e rappresentativa classe di demoni indiani.
Nella descrizione del Ramayana sono capeggiati dal gigante Ravana, avversario di Rama.
Come altri spiriti dello stesso genere, amano la notte, specie se senza luna, ed infestano i luoghi più desolati. Sono particolarmente pericolosi per i bambini, ma chiunque deve stare attento che, nel bere, mangiare o sbadigliare, non si insinui all'interno del corpo un Rakshasa. I figli di questi demoni hanno la particolarità di essere già completamente sviluppati, come adulti, fin dalla nascita. Si possono distinguere tre tipi di Rakshasa: i servitori di Kubera che, come lui, non sono malvagi; degli spiriti inferiori, simili ai nostri folletti, ma talvolta anche agli Orchi, dispettosi, ma anche mangiatori di uomini; ed infine una sorta di demoni titanici, sottomessi a Pavana, fratellastro di Kubera, che combattono, ad armi quasi pari, il potere degli dèi. Sono questi ultimi che hanno la loro sede a Ceylon e che occupano una parte di rilievo nella trama del Ramayana. Hanno corpi smisurati, si cibano di sangue, carne umana, ed hanno la facoltà di volare.

[modifica] Iconografia

Generalmente sono raffigurati con la lingua fuori dalla bocca e gli occhi rossi, ma possono assumere qualsiasi forma.