Papstesel



				

				

Si diceva che fosse stato trovato morto a Roma, sulla riva del Tevere, nell'anno 1495. Quasi sempre è citato assieme al Monchskalb. La loro importanza è data dal fatto che furono riuniti in un pamphlet scritto a due mani da Martin Lutero e Melantone, e pubblicato nel 1523, di cui si ebbero molte traduzioni in varie lingue. Nell'opuscolo c'erano anche le illustrazioni dei due esseri, illustrazioni che seguitarono a comparire in libri e in fogli volanti fino al XVII secolo. L'interpretazione che i due autori davano di questi prodigi era che essi avevano un significato allegorico di denuncia della decadenza del cattolicesimo e delle sue gerarchle, e costituivano una premonizione dell'imminente fine di questa religione.

[modifica] Iconografia

L'Asino-Papa aveva una testa di asino, che rappresentava il Papa; il braccio destro, costituito da una zampa d'elefante, era l'immagine del potere temporale; le zampe, di bue e di grifone, rispettivamente, la materialità e la spiritualità; il busto di donna, la gerarchla ecclesiastica con i suoi appetiti e la sua incontinenza; la testa di vecchio sul dorso, la fine del dominio cattolico; la coda di drago, le bolle papali; ed infine le scaglie del corpo erano l'immagine dei principi e dei signori laici.

[modifica] Riferimenti artistici

Pare che la prima raffigurazione del Papstesel fosse un bassorilievo eseguito nel 1497 per la porta settentrionale del Duomo di Como, mentre la prima xilografia risale al 1500.