Noburunga



				

				

Favoloso imperatore del Giappone che ancor vivente creò da solo la propria apoteosi. Ordinò che gli venisse eretto su una collina un vasto e magnifico tempio nel quale fece poi trasportare gli idoli più venerati dai suoi sudditi; quindi fece collocare la propria statua su un piedistallo, cosi che dominasse gli altri simulacri. Il popolo, sommamente attaccato al culto delle antiche divinita, lo ignorò; il monarca, irritato, emanò un editto col quale si proclamava unico e solo dio dell'Impero, e proibì a tutti il culto di altre divinità.
In un secondo bando comandò ai Giapponesi di tributare rispettosi omaggi al loro dio vivente nel giorno del suo anniversario; tale decreto venne accompagnato da promesse lusinghiere a favore dei suoi adoratori e da terribili minacce contro gli infedeli. II terrore indusse i sudditi a venerare il nuovo idolo ma gli onori divini non bastarono a preservare il dio vivente dalla morte; si cospirò contro di lui, i congiurati appiccarono il fuoco al suo palazzo e Noburunga perì fra le fiamme. Qualunque sia stata la ragione della sua morte, è probabile che il suo successore abbia avuto qualche interesse nel mantenere il culto di Noburunga; esso venne conservato anche in seguito e i Giapponesi continuarono a venerarlo fino ai nostri tempi col nome di Xantai. A tutt'oggi è una delle divinità più antiche venerate nell'Impero del Sol Levante.