Narasimha



				

				

È il nome della quarta incarnazione (Avatara) di Vishnu, quella dell'uomo-leone. Si racconta che il re Hiranyakasipu, che aveva avuto da Brahma l'assicurazione che non sarebbe stato ucciso ne da un uomo ne da un animale, nè da alcun oggetto (v. anche Namuci), si era dichiarato padrone dei tre mondi, sfidando gli stessi dèi. Egli aveva però un figlio, Prahiada, religiosissimo e devoto a Vishnu. Il padre, irritato dalla incrollabile fede del figlio, iniziò a perseguitarlo, senza riuscire ad ucciderlo ne col fuoco, ne col ferro, ne gettandolo dall'alto del palazzo, ne in altri modi, perché il pio Prahiada era sotto la protezione di Vishnu. Infine, esasperato il padre chiese al figlio: « Se questo dio è dovunque, perché non è anche dentro questo pilastro?». E immediatamente il pilastro si sbriciolò e ne emerse Narasimha, che uccise il re blasfemo. Ma l'incarnazione in Narasimha (leone dalla vita in su e uomo di sotto), era talmente violenta e coinvolgente per lo stesso Vishnu, che per liberarsene fu necessario ricorrere ad una incarnazione ancor più mostruosa del dio Shiva, il Sarabha.