Differenze tra le versioni di "Licabas"

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Giovane assiro, noto anche come Licaba, fu il compagno inseparabile di [[Ati]], il bellissimo adolescente indiano. I due giovani, che condividevano la passione per il tiro dell'arco, si erano da poco uniti quando decisero di aggregarsi al contingente armato di asiatici che [[Fineo]] aveva formato per piombare nel palazzo del re etiope [[Cefeo]], suo fratello, il giorno delle nozze della figlia di costui con [[Perseo]]: [[Fineo]], ex promesso sposo della ragazza, non aveva accettato la rottura del fidanzamento, che era stata voluta da [[Cefeo]].
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Giovane assiro, noto anche come Licaba, fu il compagno inseparabile di [[Ati (1)|Ati]], il bellissimo adolescente indiano. I due ragazzi, che condividevano la passione per il tiro dell'arco, si erano da poco uniti quando decisero di aggregarsi al contingente armato di asiatici che [[Fineo]] aveva formato per piombare nel palazzo del re etiope [[Cefeo]], suo fratello, il giorno delle nozze della figlia di costui con [[Perseo]]: [[Fineo]], ex promesso sposo della ragazza, non aveva accettato la rottura del fidanzamento, che era stata voluta da [[Cefeo]].
  
 
== La morte ==
 
== La morte ==
Una volta entrati nella reggia, Fineo e i suoi non persero tempo a dichiarare le loro intenzioni. Lo scontro armato si fece subito cruento, e tra le primissime vittime vi fu [[Ati]], ucciso proprio da [[Perseo]], che lo percosse mortalmente con un ceppo che era stato usato per i sacrifici. Licabas scoppiò in lacrime; poi, furente, afferrò l'arco di Ati per scoccare una freccia contro [[Perseo]], ma il dardo toccò appena le pieghe della veste dell'eroe greco, che mosse quindi contro il nemico ed estratta la spada gliela conficcò tutta nel petto. Morendo, Licabas si gettò sul corpo dell'amato, dopo avergli rivolto un ultimo, tenero sguardo. Il sangue sparso dei due giovani fece sì che altri due seguaci di [[Fineo]], chiamati [[Forbas]] e [[Anfimedonte (2)|Anfimedonte]], vi scivolassero sopra, provocando la loro caduta: quando fecero per rialzarsi, trovarono ad attenderli la spada di [[Perseo]], che non lasciò loro scampo.
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Una volta entrati nella reggia, Fineo e i suoi non persero tempo a dichiarare le loro intenzioni. Lo scontro armato si fece subito cruento, e tra le primissime vittime vi fu [[Ati (1)|Ati]], ucciso proprio da [[Perseo]], che lo percosse mortalmente con un ceppo che era stato usato per i sacrifici. Licabas scoppiò in lacrime; poi, furente, afferrò l'arco di Ati per scoccare una freccia contro [[Perseo]], ma il dardo toccò appena le pieghe della veste dell'eroe greco, che mosse quindi contro il nemico ed estratta la spada gliela conficcò tutta nel petto. Morendo, Licabas si gettò sul corpo dell'amato, dopo avergli rivolto un ultimo, tenero sguardo. Il sangue sparso dei due giovani fece sì che altri due seguaci di [[Fineo]], chiamati [[Forbas]] e [[Anfimedonte (2)|Anfimedonte]], vi scivolassero sopra, provocando la loro caduta: quando fecero per rialzarsi, trovarono ad attenderli la spada di [[Perseo]], che non lasciò loro scampo.
  
 
== Interpretazioni ==
 
== Interpretazioni ==
Ati e il suo compagno ci sono noti soltanto da [[Ovidio]]; impossibile dunque dire se già presso i mitografi questi due personaggi comparissero come seguaci di [[Fineo]]. Tra i quali troviamo millantatori e assassini, o gente priva di scrupoli come [[Cromi (2)|Cromi]], uccisore dell'inerme vegliardo [[Emazione]]; ma Ati e Licabas appaiono decisamente diversi da costoro. Licabas è essenzialmente un giovane uomo che per il sedicenne Ati prova un amore autentico e una sconfinata ammirazione; quest'ultimo sentimento si spiega col fatto che Ati è un semidio, figlio di una naiade del [[Gange]], e come tale può dunque essere contrapposto a un altro seguace di [[Fineo]], [[Nileo]], il quale millanta di essere figlio del [[Nilo]]. Neppure si può dire che Ati e Licabas abbiano modi volgari: a differenza di molti uomini di Fineo, che lanciano provocazioni e insulti, Ati tende il suo arco senza dire una parola, Licabas affronta Perseo esternandogli soltanto il suo enorme dolore per la morte del compagno. Mettendo poi in evidenza il bellissimo volto di Ati, il poeta fa in qualche modo capire che lo è anche il suo animo, nonostante l'appoggio dato a Fineo. Molto interessanti sono poi le sequenze relative agli ultimi istanti dei due giovani: Ati, che prima di cadere al suolo volge qua e là i suoi occhi incredibilmente rimati bellissimi in un viso ridotto per il resto a una maschera di sangue; Licabas, che dopo aver scoccato senza successo la sua freccia non pensa a fuggire, desiderando intimamente seguire l'amato nella morte, e che si ricongiunge con lui sorridendo con la certezza che gli resterà per sempre unito; e che Perseo stesso non resti del tutto insensibile al sentimento che lega i due giovani sembra provato dal fatto che egli non osa colpire l'indifeso Licabas per tutto il tempo che questi piange sul cadavere di Ati. C'è inoltre da rilevare come Ati e Licabas siano molto somiglianti alle due coppie di guerrieri omosessuali citati nell'Eneide (i troiani [[Eurialo]] e [[Niso]] e i latini [[Cidone]] e [[Clizio]]).  
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Licabas e il suo compagno ci sono noti soltanto da [[Ovidio]]; impossibile dunque dire se già in opere non pervenute di mitografi greci questi due personaggi comparissero come seguaci di [[Fineo]], tra i quali troviamo perlopiù millantatori e assassini, o gente priva di scrupoli come [[Cromi (2)|Cromi]], che durante il combattimento decapiterà l'inerme vegliardo [[Emazione]]. Ma Ati e Licabas appaiono decisamente diversi da costoro; Licabas è essenzialmente un giovane uomo che per il sedicenne Ati prova un amore autentico e una sconfinata ammirazione (prende l'arco dell'amato e non il proprio per tentare di vendicarne la morte); quest'ultimo sentimento si spiega col fatto che Ati è un semidio, figlio di una naiade del [[Gange]], e come tale può dunque essere contrapposto a un altro seguace di [[Fineo]], [[Nileo]], il quale millanta di essere figlio del [[Nilo]]. Neppure si può dire che Ati e Licabas abbiano modi volgari: a differenza di molti uomini di Fineo, che lanciano provocazioni e insulti, Ati tende il suo arco senza dire una parola, Licabas affronta Perseo esternandogli soltanto il suo enorme dolore per la morte del compagno. Mettendo poi in evidenza il bellissimo volto di Ati, il poeta fa in qualche modo capire che lo è anche il suo animo, nonostante l'appoggio dato a Fineo: e poiché il semidio indiano è anche valentissimo nelle armi, si può dunque parlare per lui di kalokagathia. Molto interessanti sono poi le sequenze relative agli ultimi istanti dei due giovani: Ati, che prima di cadere al suolo volge qua e là i suoi occhi incredibilmente rimasti bellissimi in un viso ridotto per il resto a una maschera di sangue; Licabas, che dopo aver scoccato senza successo la sua freccia non pensa a fuggire, desiderando intimamente seguire l'amato nella morte, e che si ricongiunge con lui sorridendo con la certezza che gli resterà per sempre unito. E che Perseo stesso non resti del tutto insensibile al sentimento che lega i due giovani sembra provato dal fatto che egli non osa colpire l'indifeso Licabas per tutto il tempo che questi piange sul cadavere di Ati (laddove subito dopo non esiterà a uccidere [[Anfimedonte]] e [[Forbas]] finiti a terra dopo essere scivolati). C'è inoltre da rilevare come Ati e Licabas siano molto somiglianti alle due coppie di guerrieri omosessuali citati nell'Eneide (i troiani [[Eurialo]] e [[Niso]] e i latini [[Cidone]] e [[Clizio]]).  
  
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[[Categoria:Aspetto: Antropomorfo]]
 
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Versione attuale delle 13:35, 22 mar 2020

SCHEDA
Noimage.jpg
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Popolo/Regione: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: Guerrieri
Specificità: Arcieri
Subspecifica: -
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: Arco
CARATTERI
Indole: Benevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: Amori, Omosessualità


Giovane assiro, noto anche come Licaba, fu il compagno inseparabile di Ati, il bellissimo adolescente indiano. I due ragazzi, che condividevano la passione per il tiro dell'arco, si erano da poco uniti quando decisero di aggregarsi al contingente armato di asiatici che Fineo aveva formato per piombare nel palazzo del re etiope Cefeo, suo fratello, il giorno delle nozze della figlia di costui con Perseo: Fineo, ex promesso sposo della ragazza, non aveva accettato la rottura del fidanzamento, che era stata voluta da Cefeo.

La morte[modifica]

Una volta entrati nella reggia, Fineo e i suoi non persero tempo a dichiarare le loro intenzioni. Lo scontro armato si fece subito cruento, e tra le primissime vittime vi fu Ati, ucciso proprio da Perseo, che lo percosse mortalmente con un ceppo che era stato usato per i sacrifici. Licabas scoppiò in lacrime; poi, furente, afferrò l'arco di Ati per scoccare una freccia contro Perseo, ma il dardo toccò appena le pieghe della veste dell'eroe greco, che mosse quindi contro il nemico ed estratta la spada gliela conficcò tutta nel petto. Morendo, Licabas si gettò sul corpo dell'amato, dopo avergli rivolto un ultimo, tenero sguardo. Il sangue sparso dei due giovani fece sì che altri due seguaci di Fineo, chiamati Forbas e Anfimedonte, vi scivolassero sopra, provocando la loro caduta: quando fecero per rialzarsi, trovarono ad attenderli la spada di Perseo, che non lasciò loro scampo.

Interpretazioni[modifica]

Licabas e il suo compagno ci sono noti soltanto da Ovidio; impossibile dunque dire se già in opere non pervenute di mitografi greci questi due personaggi comparissero come seguaci di Fineo, tra i quali troviamo perlopiù millantatori e assassini, o gente priva di scrupoli come Cromi, che durante il combattimento decapiterà l'inerme vegliardo Emazione. Ma Ati e Licabas appaiono decisamente diversi da costoro; Licabas è essenzialmente un giovane uomo che per il sedicenne Ati prova un amore autentico e una sconfinata ammirazione (prende l'arco dell'amato e non il proprio per tentare di vendicarne la morte); quest'ultimo sentimento si spiega col fatto che Ati è un semidio, figlio di una naiade del Gange, e come tale può dunque essere contrapposto a un altro seguace di Fineo, Nileo, il quale millanta di essere figlio del Nilo. Neppure si può dire che Ati e Licabas abbiano modi volgari: a differenza di molti uomini di Fineo, che lanciano provocazioni e insulti, Ati tende il suo arco senza dire una parola, Licabas affronta Perseo esternandogli soltanto il suo enorme dolore per la morte del compagno. Mettendo poi in evidenza il bellissimo volto di Ati, il poeta fa in qualche modo capire che lo è anche il suo animo, nonostante l'appoggio dato a Fineo: e poiché il semidio indiano è anche valentissimo nelle armi, si può dunque parlare per lui di kalokagathia. Molto interessanti sono poi le sequenze relative agli ultimi istanti dei due giovani: Ati, che prima di cadere al suolo volge qua e là i suoi occhi incredibilmente rimasti bellissimi in un viso ridotto per il resto a una maschera di sangue; Licabas, che dopo aver scoccato senza successo la sua freccia non pensa a fuggire, desiderando intimamente seguire l'amato nella morte, e che si ricongiunge con lui sorridendo con la certezza che gli resterà per sempre unito. E che Perseo stesso non resti del tutto insensibile al sentimento che lega i due giovani sembra provato dal fatto che egli non osa colpire l'indifeso Licabas per tutto il tempo che questi piange sul cadavere di Ati (laddove subito dopo non esiterà a uccidere Anfimedonte e Forbas finiti a terra dopo essere scivolati). C'è inoltre da rilevare come Ati e Licabas siano molto somiglianti alle due coppie di guerrieri omosessuali citati nell'Eneide (i troiani Eurialo e Niso e i latini Cidone e Clizio).

BIBLIOGRAFIA[modifica]

Fonti antiche[modifica]

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Fonti moderne[modifica]

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