Iblis



				

				

Iblis, l'equivalente islamico di Satana, apparteneva ad una specie di angeli chiamati Aj Ginn, costituiti di fuoco ardente, contrariamente a tutti gli altri angeli, costituiti di luce, ed ai Ginn, creati da una lingua di fuoco. Prima della caduta il suo nome era Al-Harith, oppure Azail, ed era uno dei guardiani del Paradiso. La sua caduta, e la conseguente trasformazione in Shaytan, demonio, è dovuta alla sua disobbedienza all'ordine di Dio di onorare Adamo. Nel Corano questo episodio è narrato nella Sura XV. Iblis si rifiuta di prosternarsi di fronte ad un «uomo creato di argilla secca, tratta dal fango modellato», e viene pertanto maledetto da Dio.
Iblis è androgino, avendo il sesso maschile sulla gamba destra e quello femminile sulla sinistra. Grazie a questa particolare costituzione anatomica è in grado di fecondarsi da solo, e depone dieci uova ogni giorno, uova da cui nascono 70 demoni di sesso maschile (shaytan) o femminile (shay-tana). Il fatto che egli abbia possibilità di riprodursi contrasta con la sua originaria appartenenza alla classe angelica, che non gode di tale facoltà procreativa. Iblis vive nella settima delle terre che esistono oltre la Terra, in un luogo di nome Ajiba, che è perennemente ghiacciato. Attorno a lui tutto è velenoso. Questa terra è abitata anche da una razza mitica di nani neri, dotati di mascelle di ammali feroci, chiamati Al-Hutum.