Euripide



				

				

Euripide (in greco, Εὐριπίδης; in latino, Euripides) (Salamina, 23 settembre 480 a.C. – Pella, 406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico. È considerato, insieme ad Eschilo e Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici greci.

[modifica] Biografia

Nacque, secondo la tradizione, a Salamina lo stesso giorno in cui avvenne la famosa battaglia, da una famiglia ateniese rifugiata sull'isola per sfuggire ai Persiani. Il suo nome verrebbe dall'Euripe, il canale dove si svolse la battaglia. Aristofane suggerisce a più riprese nelle sue commedie la bassa estrazione sociale del poeta, confermato da Teofrasto. Tuttavia, la sua cultura dimostra una educazione raffinata, acquisita dallo studio presso sofisti come Protagora, che non sarebbe stata possibile senza una condizione sociale agiata. Avrebbe messo insieme una ricca biblioteca, una delle prime di cui si faccia menzione. Euripide partecipò anche a giochi ginnici, venendo incoronato almeno una volta. Contemporaneo di Socrate, ne divenne amico. Si propose pubblicamente come tragediografo a partire dal 455 a.C.. La sua prima opera, Peliadi, ottenne il terzo premio. Divenne presto popolare. Plutarco racconta, nella vita di Nicia, come nel 413 a.C., dopo il disastro navale di Siracusa, i prigionieri ateniesi in grado di recitare una tirata di Euripide venissero rilasciati. Verso il 408 a.C., Euripide si ritira a Magnesia, poi in Macedonia, alla corte di Archelao, dove muore, si dice, sbranato dai cani (ma la notizia è quantomeno dubbia). Solo dopo la sua morte la Grecia lo riconosce in tutto il suo valore e le sue opere divengono famose. Gli ateniesi gli dedicano nel 330 a.C. una statua di bronzo nel teatro di Dioniso.

[modifica] Tragedie euripidee pervenute