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Divinità fenicia, descritta nei frammenti pervenutici dell'opera di Filone di Byblos come un dio a due facce, con due occhi anteriori e due posteriori, che riposavano a turno, in modo che il dio restava sempre vigile. Aveva inoltre quattro ali, anch'esse due distese e due in riposo, così da poter essere perpetuamente in movimento, pur riposando alternativamente le membra. Ambedue queste caratteristiche alludono alla onniscienza del dio, capace di vedere sempre tutto e dovunque. Più curiosa è la presenza di altre due ali sopra la testa «una per la mente dominatrice suprema ed una per la percezione», forse derivate dall'iconografia egiziana di alcuni dei acconciati con due alte penne sulla testa.
Era sposo di Athirat Yam, genitrice degli dei (Colei che cammina sul mare).