Coenopoeni



				

				

Secondo il Liber Monstrorum sono degli animali selvaggi che vivono in Persia, ed hanno un muso di cane, contornato da criniera di cavallo e lanciano fuoco e fiamme dalle narici e dalle fauci. È probabile che l'autore abbia equivocato con i Cynopennae citati da Tertulliano, e che non sono che una deformazione dei Cinocefali. La storia intera di questi mostri nati da un equivoco fonetico è narrata da Lecouteux, da cui riassumo brevemente.
Nel Romanzo di Alessandro dello Pseudo Callistene troviamo per la prima volta i Kynokerkides (a coda di cane); nelle varie trascrizioni, il nome passa a Kynoperdices (cani-pernice), latinizzato in Cynoperdices. Di qui è facile il passaggio a Coenopoenae, che, per il tramite di Tertulliano, è preso per equivalente a Cinocoefali (a testa di cane); di lì si arriva a Quinocoephali ed infine a Equinocephali (a testa di cavallo). Questa incredibile sequela di passaggi spiega anche l'apparente assurdo della Ristorici de proeliis, che afferma che i «Cynocephali avevano la testa simile a quella dei cavalli».