Api-Nilo



				

				

Divinizzazione del fiume Nilo. Nel duplice aspetto dell'unione delle Due Terre: Alto e Basso Egitto. Rappresentato antropomorfo ma ermafrodito, con organi della procreazione accentuati; porta in testa come ornamento alcune piante del Nilo e ha in mano la croce ansata, simbolo di vita. Secondo un'antica leggenda, Api-Nilo dimorava in una grotta nei pressi della Prima Cataratta, vigilata da Ipet divinità dalle sembianze di ippopotamo e armata di giavellotto. Api-Nilo non ebbe centri di culto particolare, ma in suo onore si celebravano solenni feste con cerimonie e sacrifici. In occasione dell'inondazione del Nilo (giugno), secondo la leggenda dovuta al pianto di Iside per la morte di Osiride, veniva sacrificata una fanciulla, il faraone gettava nell'acqua un papiro suggellato contenente formule propiziatorie e i sacerdoti del culto del Nilo consacravano al dio un toro simbolo di fecondità. Api-Nilo, quale emblema dell'unione dell'Alto e del Basso Egitto, veniva effigiato sui troni dei faraoni, nei bassorilievi templari e sui monumenti pubblici.