Agdistis



				

				

Si narra (Pausania, VII, 17, 10) che, mentre Zeus dormiva, sparse dello sperma per terra, questa, trascorso il dovuto tempo partorì un demone dai duplici genitali, maschili e femminili. A questo demone venne dato il nome di Agdistis. Gli dèi che sprezzavano esseri del genere incatenarono Agdistis e gli tagliarono i genitali maschili. Dai genitali tagliati e buttati via nacque un mandorlo e quando questi ebbe i frutti maturi, Nana, una delle figlie del fiume Sangario, ne colse uno e se lo mise in grembo. Il frutto sparì subito e la ragazza rimase incinta. Quando partorì la giovane ninfa espose il neonato, che venne curato da un caprone. Il bimbo al quale venne dato il nome di Attis cresceva bene e la sua bellezza era superiore a ogni umana possibilità. In ogni modo la storia di questo giovinetto non fu per niente felice in quanto arrivato all'età adulta fu mandato a Pessinunte per sposare la figlia del re. Stavano già cantando l'Imeneo, quando si presentò Agdistis che fece impazzire Attis, questi in preda della follia si evirò. Il demone, pentito di quanto aveva fatto, ottenne da Zeus che mai nessuna parte del corpo di Attis si corrompesse.