Achemone



				

				

Ciclope, assieme al fratello Basala viveva di brigantaggio nell'isola di Pitecusa (Ischia). Il giorno in cui i due ciclopi assalirono Eracle che si trovava nei pressi della loro dimora a dormire, il forzuto eroe li appese per i piedi alle estremità della sua clava, e se li caricò sulla spalla a testa in giù. Eracle, divertito poi da una loro osservazione molto spiritosa (i due lo avevano definito melàmpigo, ossia uomo dalle natiche nere) li perdonò e li lasciò liberi.