Yoga Sutra



				

				

Gli Yoga Sutra vengono datati in un periodo che va tra l’VIII ed il II secolo a.C., anche se la tradizione li colloca in epoca ancora più antica. Questi versetti (sutra) dello Yoga sono il testo più autorevole, riconosciuto da tutte le scuole di Yoga. Essi sono attribuiti al saggio Patanjali, di cui tuttavia si sa ben poco. Lo stesso testo da nessuna parte menziona Patanjali come redattore; la prima attribuzione in questo senso risale al X secolo d.C., da parte di Vacaspati Mishra, autore del Tattva-Vaishâradi, un commentario sugli stessi sûtra (ne esistono tanti, dal più antico scritto dal saggio Vyasa a quelli di epoche più recenti, tra cui un commento di B.K.S. Iyengar). Se si aggiunge che Patanjali è il nome che viene dato anche ad altri personaggi del patrimonio culturale indiano, non tutti appartenenti allo stesso periodo, si ha un’idea della mancanza di riferimenti precisi su questa figura che comunque è considerata fondamentale dalla tradizione e che viene ricordata anche per aver scritto un trattato di medicina e di grammatica.

[modifica] Struttura

Gli Yoga Sutra sono costituiti da 196 versetti divisi in 4 capitoli (o Pada):

  • Samadhi Pada, che descrive i diversi stati della mente
  • Sadhana Pada, che tratta gli strumenti della pratica dello Yoga
  • Vibhuti Pada, che elenca le capacità extrasensoriali che si acquisiscono con lo Yoga
  • Kaivalya Pada, dedicato alla liberazione finale dell’anima.