Taotie



				

				

Animale fantastico, presente come motivo ornamentale nell'arte cinese. Nell'antichità si pensava che fosse formato a partire dall'immagine di una tigre divorante; secondo altri, era piuttosto la deformazione di una faccia umana; Leroi Gourhan ha infine dimostrato che il motivo deriva invece dalla progressiva stilizzazione dell'immagine di due uccelli che attaccano dei piccoli quadrupedi, visti di profilo. Il significato del termine si è perso, anche se viene normalmente tradotto con "il ghiottone". Il Lu-shih ch'un-ch'iu, scritto attorno al II secolo a. C. così ne parla : «I Taotie sono stati ritrovati sui bronzi di Chon. Essi hanno teste, ma sono senza corpo. Presumibilmente essi avevano mangiato uomini, ma prima che avessero tempo di inghiottirli, i loro corpi erano stati colpiti. Questo aveva lo scopo di mostrare il giusto castigo». Il mostro avrebbe dunque, secondo questo testo, un significato allegorico a finalità morale. Secondo un passo del Tso Chuari il Taotie è invece la raffigurazione degli spiriti maligni aleggiano sulle colline e le pianure, fatta, per primo, dai grande Yu. La morfologia del Taotie è estremamente variabile. Karigren esamina sei tipi diversi, divisi a loro volta in numerose sottoclassi a seconda delle caratteristiche accessorie presenti (corna, scaglie, becco).

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