Salvanèi



				

				

Secondo uno dei primi documenti su questo essere, la confessione di una strega dell'inizio del XVII secolo, il Salvanèi, confuso per l'occasione con un diavolo, è peloso in tutto il corpo, di dimensioni umane, e sessualmente assai voglioso. Tuttavia, dice l'imputata, a volte appariva con la forma di cane o di gatto.
Secondo le descrizioni popolari il Salvanèi è invece un ometto più piccolo della norma, generalmente vestito di rosso, scaltro abitatore dei boschi. Spesso insegna ai pastori i segreti della lavorazione del latte e a volte si occupa anche del governo e della pulizia degli animali. Qualche volta è però dispettoso e si diverte ad intrecciare i peli della coda dei cavalli; se qualcuno prova a sciogliere quei nodi, i cavalli da quel momento sono costretti a camminare a marcia indietro fino alla morte. Di questo amore del Salvanèi per le trecce c'è già un indizio nel processo di stregoneria che abbiamo ricordato all'inizio, in cui l'imputata confessò anche che il Salvanèi le aveva intrecciato così fortemente la treccia che non le fu più possibile scioglierla.