Priapo



				

				

Figlio di Afrodite e di Dioniso. Nacque deforme, con pancia enorme, lingua lunga e membro mostruosamente smisurato. Nascendo così brutto Afrodite lo rinnegò e lo abbandonò. Lo allevarono dei pastori che dalla sua mostrusità fallica ne avevano tratto dei buoni auspici per la fertilità dei campi e dei greggi. Così Priapo divenne il dio dell'amore pratico e della fertilità delle campagne. Salì poi sull'Olimpo. Durante un banchetto con gli altri numi si ubriacò e tento di stuprare Estia che si era addormentata ma il raglio di un asino svegliò la dea e Priapo scappò a gambe levate. Gli era sacro l'asino ed era figurato come vecchio barbuto seminudo con un enorme membro eretto e munito di falce. Proteggeva inoltre gli orti e le vigne dai ladri, dai golosi e dagli uccelli. Ispirò la poesia Priapea dai versi e dai contenuti alquanto sconci. A noi sono giunti all'incirca 80 carmi priapei.