Popol Vuh



				

				

Il più importante testo religioso dei Maya Quiché («il Libro del consiglio»), dopo Chilam Galani e Anales de los Cakchiquel. E' anche noto come la Bibbia Maya, in quanto offre elementi di cosmogonia, teogonia e astrologia, notizie sulle antiche tradizioni dei Maya guatemaltechi, con la cronologia dei loro re fino al 1550. L'autore dell'opera è ignoto; gli studiosi l'attribuiscono a qualche saggio sacerdote indigeno che, dopo l'influsso culturale portato dai conquistadores, scrisse l'opera nella sua lingua ma servendosi di caratteri latini. Il Popol Vuh fu scoperto nel secolo XVII dal padre domenicano Francisco Ximénez nella parrocchia di San Tommaso a Chichicastenango, nel Guatemala, ed è conosciuto anche come il Manoscritto di Chichicastenango, Ximénez la tradusse dal quiché in spagnolo e la chiamò Historia del Origen de los Indios e de esta provincia de Guatemala; nel 1861, dopo quasi un secolo di oblio, il testo fu riscoperto dall'abate francese Brasseur Bourbourg, che lo tradusse e lo pubblicò integralmente. In seguito l'italiano Felice Cabrera segnalò al mondo il Popol Vuh in un libro edito a Londra col titolo Estro antico americano.