Piasa



				

				

Uccello gigantesco, dagli orribili occhi rossi e con una lunga coda, di cui si parla nelle leggende indiane. Fino al secolo scorso era possibile vederne ancora una raffigurazione incisa su una roccia ad Alton. L'esploratore Jacques Marquette nel 1675 descrive così i Piasa, in base alle credenze degli indigeni: «Grossi come un vitello; hanno in testa corna simili a quelle di un cervo, occhi rossi, una peluria simile a quella della tigre, la faccia semiumana, il corpo coperto di scaglie ed una coda così lunga che la avvolgono intorno al corpo, passando sopra la testa e arrivando sino alle gambe, terminante come una coda di pesce».
Da altre descrizioni successive sappiamo che le ali erano a forma di pipistrello, ma coperte di penne come quelle dell'aquila. Il nome significherebbe "l'uccello mangia uomini", e si dice che, al tempo in cui vivevano ancora animali giganteschi e primitivi, questo enorme uccello, capace di sollevare in volo senza problemi anche un cervo, aveva gustato per caso una volta la carne umana, e da allora aveva cercato unicamente quel tipo di cibo. Fu infine vinto dall'eroe Utaga, e in memoria di questa vittoria fu graffila sulla roccia la famosa immagine del mostro. Emerge chiaramente da quanto detto sopra una certa incongnienza tra le varie informazioni, che sembrano a volte descrivere una intera classe di esseri (per esempio nella descrizione di Marquette) ed a volte un essere singolo (vinto una volta per tutte da un eroe mitico).