Eliogabalo



				

				

Con questo nome gli abitanti della città siriaca di Emesa adoravano il Sole. L'Eliogabalo non era che un simbolo rappresentato da una pietra nera e conica che si credeva caduta dal cielo. Questa pietra (forse un meteorite) fu fatta trasportare a Roma dall'Imperatore Marco Aurelio Antonino, il quale la fece adorare come una divinità siriana e le fece innalzare un grande tempio.

[modifica] Culto

Il culto di Eliogabalo a base di orge e di licenziosità, ebbe termine con la morte dell'imperatore che ne prese il nome.