Dijiang



				

				

Genio del monte Tian, dall'aspetto del tutto insolito: è simile ad un sacco giallo, solo che è rosso (!?) come il cinabro. Ha sei gambe e quattro ali. Ovviamente non ha faccia né occhi, tuttavia ama il canto e la danza. Questa è la descrizione dello Shanhai Jing. In altri testi non è meno curioso: secondo lo Shenyi Jing è un quadrupede con due occhi, ma che non vede; con due orecchie, ma che non sente; con un ventre, ma senza le cinque viscere. Secondo lo Zhuangzi non ha invece alcun orifizio (occhi, orecchie, naso, bocca); con il favore dell'Imperatore del Mare del Sud, ne acquista uno, ma dopo sette giorni muore. Sembra che si possa intendere Dijiang come un'immagine del caos originale, della materia informe degli inizi; ciò è confermato dal suo secondo nome, Hundun, che vuol dire appunto "caos".