Bisclavret



				

				

In bretone è l'equivalente di Licantropo, voce a cui si rinvia per la trattazione del tema in generale. Tuttavia, usato come nome proprio, Bisclavret è legato ad un'opera letteraria medievale, che lo ha reso famoso tra tutti i cultori di letteratura del periodo: a questo personaggio è infatti dedicato uno dei più noti Lais di Marie de France. In esso si narra la storia di un cavaliere che aveva sposato una donna molto bella, ed apparentemente molto innamorata. Il cavaliere, però, ogni settimana scompariva per tre giorni, lasciandola sola. La donna, stanca di queste assenze, riesce a far confessare al marito il suo segreto: egli era un lupo mannaro che, in preda ad un destino incontrollabile, doveva per tré giorni ogni settimana spogliarsi dei suoi abiti e, trasformato in lupo, agire come una belva da preda; poi, ripresi i suoi indumenti, ritornava uomo. La donna, inorridita dalla confessione, riesce a farsi dire il nascondiglio degli abiti, necessari a rendere operante la trasformazione, ed alla prima occasione glieli sottrae, costringendolo a restare lupo per sempre.
Nel regno, per qualche tempo tutti cercano il cavaliere, che era molto benvoluto, ma infine, perse le speranze di ritrovarlo, rinunciano, e la perfida moglie prende in marito un altro cavaliere che da tempo la corteggiava. Ma un giorno, durante una partita di caccia il rè viene colpito dal bizzarro contegno rispettoso ed intelligente di un lupo che aveva inseguito (e che, beninteso, era il nostro cavaliere), e finisce per risparmiarlo e portarselo appresso come un cane fedele. Un bei giorno il rè ed il suo lupo incontrano l'ex moglie di Bisclavret, ed il lupo, inferocito, le salta addosso, strappandole il naso con un morso. Tutti restano stupiti da un gesto di tale ferocia da parte di una bestia che si era sempre dimostrata docilissima e gentile con tutti, e qualcuno sospetta che una spiegazione possa venire proprio dalla donna. L'infedele moglie, interrogata, è costretta ad ammettere il suo misfatto e viene cacciata dal regno. Il cavaliere, recuperati gli abiti che la moglie aveva nascosti, può così tornare uomo a fianco del suo re.