Differenze tra le versioni di "Troo Alastoride"

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== La morte ==
 
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Il figlio di [[Alastore (1)|Alastore]] prese parte alla difesa della sua città assediata dagli [[Achei]], ma fu uno dei guerrieri più vili e più pavidi. Anche nella circostanza in cui trovò la morte egli dette di sé una pessima immagine: avendo scorto da lontano [[Achille]] che stava facendo macello di nemici in preda all'ira per la morte di [[Patroclo]], fu preso da un tale senso di panico che gli corse incontro implorando di aver salva la vita, benché [[Achille]] fino a quel momento non l'avesse notato. Gli si inginocchiò davanti e tra le lacrime continuò a supplicare, dicendogli anche di essere suo coetaneo, e dunque ancora troppo giovane per morire. Per tutta risposta [[Achille]] prese la spada corta e lo colpì al fegato con tanta forza da arrivare a estrarlo, facendo uscire anche sangue copioso. L'agonia del troiano durò pochi secondi.
 
Il figlio di [[Alastore (1)|Alastore]] prese parte alla difesa della sua città assediata dagli [[Achei]], ma fu uno dei guerrieri più vili e più pavidi. Anche nella circostanza in cui trovò la morte egli dette di sé una pessima immagine: avendo scorto da lontano [[Achille]] che stava facendo macello di nemici in preda all'ira per la morte di [[Patroclo]], fu preso da un tale senso di panico che gli corse incontro implorando di aver salva la vita, benché [[Achille]] fino a quel momento non l'avesse notato. Gli si inginocchiò davanti e tra le lacrime continuò a supplicare, dicendogli anche di essere suo coetaneo, e dunque ancora troppo giovane per morire. Per tutta risposta [[Achille]] prese la spada corta e lo colpì al fegato con tanta forza da arrivare a estrarlo, facendo uscire anche sangue copioso. L'agonia del troiano durò pochi secondi.
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<poem> " ''E Troo figlio di Alastore uccise, che gli venne ai ginocchi'',
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''se mai lo risparmiasse e lo lasciasse vivo'',
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''non lo uccidesse per pietà di un coetaneo'',
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''non era un uomo dolce di cuore né amabile,''
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''ma un furibondo: e quello gli abbracciava i ginocchi,''
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''bramoso di supplicare, ma Achille lo colpì al fegato col pugnale:''
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''il fegato schizzò fuori e nero sangue colandone,''
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''riempì la veste; privo ormai del respiro,''
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''l'ombra fasciò gli occhi di Troo".''</poem>
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== Curiosità ==
 
== Curiosità ==
 
Nell' ''[[Iliade]]'' tradotta da Vincenzo Monti il patronimico Alastoride diventa il nome del guerriero: questo perché Monti fa della forma ''Troo'' un sinonimo di ''troiano''.
 
Nell' ''[[Iliade]]'' tradotta da Vincenzo Monti il patronimico Alastoride diventa il nome del guerriero: questo perché Monti fa della forma ''Troo'' un sinonimo di ''troiano''.
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<poem> ''Poi distese il troiano Alastorìde''
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''che a’ suoi ginocchi supplice cadendo''
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''chiedea la vita in dono, ed ai conformi''
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''suoi verd’anni pietà. Stolto! ché vano''
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''il pregar non sapea, né quanto egli era''
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''mite no, ma feroce. In umil atto''
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''gli abbracciava i ginocchi, ed altro dire''
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''volea pure il meschin; ma quegli il ferro''
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''nell’èpate gl’immerse, che di fuori''
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''riversossi, e di sangue un nero fiume
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''gli fe’ lago nel seno. Venne manco''
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''l’alma, e gli occhi coprì di morte il velo.''
  
 
== Fonti ==
 
== Fonti ==

Versione delle 08:50, 10 giu 2011

Troo figlio di Alastore era un giovane troiano vissuto ai tempi di re Priamo: nell' Iliade viene posto il suo patronimico accanto al nome per distinguerlo dall'omonimo defunto re della città.

La morte

Il figlio di Alastore prese parte alla difesa della sua città assediata dagli Achei, ma fu uno dei guerrieri più vili e più pavidi. Anche nella circostanza in cui trovò la morte egli dette di sé una pessima immagine: avendo scorto da lontano Achille che stava facendo macello di nemici in preda all'ira per la morte di Patroclo, fu preso da un tale senso di panico che gli corse incontro implorando di aver salva la vita, benché Achille fino a quel momento non l'avesse notato. Gli si inginocchiò davanti e tra le lacrime continuò a supplicare, dicendogli anche di essere suo coetaneo, e dunque ancora troppo giovane per morire. Per tutta risposta Achille prese la spada corta e lo colpì al fegato con tanta forza da arrivare a estrarlo, facendo uscire anche sangue copioso. L'agonia del troiano durò pochi secondi.

 " E Troo figlio di Alastore uccise, che gli venne ai ginocchi,
se mai lo risparmiasse e lo lasciasse vivo,
non lo uccidesse per pietà di un coetaneo,
- stolto! non sapeva che non doveva ascoltarlo:
non era un uomo dolce di cuore né amabile,
ma un furibondo: e quello gli abbracciava i ginocchi,
bramoso di supplicare, ma Achille lo colpì al fegato col pugnale:
il fegato schizzò fuori e nero sangue colandone,
riempì la veste; privo ormai del respiro,
l'ombra fasciò gli occhi di Troo".


Curiosità

Nell' Iliade tradotta da Vincenzo Monti il patronimico Alastoride diventa il nome del guerriero: questo perché Monti fa della forma Troo un sinonimo di troiano.

<poem> Poi distese il troiano Alastorìde che a’ suoi ginocchi supplice cadendo chiedea la vita in dono, ed ai conformi suoi verd’anni pietà. Stolto! ché vano il pregar non sapea, né quanto egli era mite no, ma feroce. In umil atto gli abbracciava i ginocchi, ed altro dire volea pure il meschin; ma quegli il ferro nell’èpate gl’immerse, che di fuori riversossi, e di sangue un nero fiume gli fe’ lago nel seno. Venne manco l’alma, e gli occhi coprì di morte il velo.

Fonti