Moloch



				

				

Nell’antica Palestina, il dio del sole dei Cananiti e talvolta è stato associato al sumero Baal, sebbene Moloch (o Molekh) fosse assolutamente malevolo. Tra l’VIII e il VI sec. a.C., gli Israeliti gli sacrificavano i loro primogeniti nella valle di Hinnom, a sud-est di Gerusalemme (vedi anche Gehenna). Questi sacrifici al dio del sole venivano praticati per rinnovare la forza del fuoco solare. Questo rituale venne importato dai popoli vicini ed era anche in voga nell’antica Cartagine.

[modifica] Etimologia

Il suo nome significa "Il Re".

[modifica] Iconografia

Moloch è stato raffigurato come un’enorme statua bronzea con la testa di toro. la statua presentava una cavità all’interno della quale veniva fatto ardere un fuoco che colorava Moloch di un rosso incandescente.

[modifica] Culto

I bambini venivano adagiati sulle mani della statua. Grazie a un sistema ingegnoso, le mani si portavano alla bocca (come se Moloch stesse mangiando) e le piccole vittime cadevano nel fuoco ove venivano consumate dalle fiamme. La gente si radunava davanti alla statua, ballando al suono di flauti e tamburelli per soffocare le urla delle vittime.
Secondo alcune fonti, nel Vecchio Testamento Moloch non è un dio, ma una particolare pratica sacrificale.