Mimante



				

				
SCHEDA
IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Classica
Continente: Europa
Area: Mediterraneo
Paese: Grecia
Popolo/Regione: Greci
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Umani
Sottotipologia: Guerrieri
Specificità: Fanti
ATTRIBUTI
Aspetto: Antropomorfo
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: Benevola
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: -


Nobile troiano, figlio di Amico e di Teano, coetaneo di suo cugino Paride, essendo entrambi nati la stessa notte. Rimase ben presto orfano di padre e venne allevato da Antenore. Nella guerra di Troia combatté spesso accanto a Paride, di cui era diventato grande amico.

[modifica] La morte

Sopravvissuto alla distruzione della città, Mimante non si aggregò ad Antenore bensì a Enea e giunse con lui nel Lazio. Cadde nella guerra contro gli italici: Mezenzio gli troncò una gamba con un colpo di spada mentre i due si affrontavano sulle spiagge tirreniche, sicché il troiano morì dissanguato. In maniera siffatta erano stati uccisi dal tiranno etrusco altri due nemici, Palmo ed Evante, ma il cadavere di Mimante venne anche risucchiato dai flutti. Essendo Mimante rimasto senza tomba, fu precluso alla sua anima l'ingresso nell'Ade.


 Latago, però, con un masso, grande spezzone di monte
in piena faccia colpisce: Palmo, con una gamba
tronca abbandona, che storpio si rotoli: l'armi dà a Lauso,
da vestir sulle spalle e all'elmo attaccare il pennacchio.
E così il frigio Euante e Mimante, di Paride
coetaneo e compagno, che nella stessa notte Teano
partrorì al padre Amico, in cui, d'una fiaccola incinta
la regina Cisseide generò Paride: in patria ora Paride
giace morto, la spiaggia laurente accoglie Mimante insensibile
 

(Virgilio, Eneide)

[modifica] Interpetazione

Mimante è nella letteratura greco-romana l'unico tra i personaggi vicini a Paride che non viene presentato negativamente: ma si deve tenere conto che egli è nominato nella sola Eneide, testo che tende sempre a mettere in buona luce la figura del principe troiano. Interessante notare come nella descrizione delle uccisioni di Evante e Mimante il poeta faccia uso della doppia negazione nec non, con valore affermativo, cui Virgilio sottintende l'ultima azione della scena di sangue precedente, ovvero l'allontanarsi di Mezenzio da Palmo amputato (verbo latino sinit).