Libro dei Morti



				

				

Formulari magico-religiosi trascritti in un rotolo di papiro lungo quasi venti metri, che dal Nuovo Regno (1580 a.C.) in poi (verso il 1100 a.C.) si soleva riporre nei sarcofaghi accanto alle mummie affinchè i morti se ne servissero durante il viaggio ultraterreno. Vergato in geroglifici, il libro conteneva una sorta di galateo sul comportamento da assumere dinanzi a Osiride, sovrano dell'oltretomba; racchiudeva inoltre formule utili a respingere le accuse dei quaranta-due giudici del tribunale osirideo (v. Amenti). Per alcuni esegeti e glottologi, il Libro dei Morti qualifica l'antica letteratura funeraria degli Egizi nella quale vengono inclusi gli importantissimi Testi delle Piramidi, costituiti da lunghe iscrizioni geroglifiche su pareti sepolcrali di alcune piramidi relativamente alla fine del Regno Unito. Nel Libro dei Morti si narra la vita degli estinti passati nell'aldilà in un'epoca che va dal 2800 al 2300 a.C. e che in pratica comprende la IV, la V e la VI dinastia faraonica. Un esemplare ben conservato, scritto su tela di lino, che sembra essere tratto dalla prima redazione, lo si ammira tutt'oggi nel Museo Egizio di Torino. Del complesso corpus letterario egiziano antico fa parte l'Anduateo o Libro delle Porte, analogo, per contenuti mistici, al Libro dei Morti e come quest'ultimo contenente formule magiche atte a preservare i defunti nell'aldilà.